Articolo di Christian Vaccani* tratto dal Volume 16 di BIKE, in edicola da aprile a giugno 2024

Più intermodalità e sicurezza per far crescere l’uso della bicicletta tra gli under 40. Io e il mio team in Kantar abbiamo avuto l’opportunità di ricevere da Ancma, l’Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori, il mandato di effettuare uno studio che supportasse la messa in atto di azioni concrete volte a facilitare la crescita dell’uso di mezzi leggeri a due ruote per la mobilità urbana tra le persone sotto i quarant’anni.

Un primo dato emerso riguarda l’interazione tra uso di biciclette e altri mezzi di trasporto. La bicicletta è infatti il più “dipendente” fra tutti da altri mezzi: persino gli utilizzatori lo riconoscono, evidenziando quelli che ritengono limiti oggettivi nell’effettuare con costanza alcune attività quotidiane: per esempio, troppa fatica negli spostamenti lunghi e limitazioni dettate dall’abbigliamento. Per questo motivo, tra chi utilizza la bicicletta muscolare, il 77% usa anche l’automobile, il 69% i mezzi pubblici; mentre, tra chi usa la bici elettrica, il 79% usa anche l’automobile e il 77% i mezzi pubblici. Solamente il 58% di chi usa lo scooter, invece, usa anche l’automobile. È fondamentale incentivare questi ciclisti “non esclusivisti”, puntando su politiche di integrazione con i mezzi pubblici sia a livello tariffario che di facilitazione fisica dello spostamento.

Altro elemento importante che limita il numero di nuovi ciclisti è la paura per la propria incolumità fisica: piste ciclabili inadeguate, strade dissestate, paura di essere investiti sono le prime tre barriere all’adozione della bicicletta muscolare. Gli utilizzatori sono consapevoli di affrontare il traffico con un mezzo poco in grado di proteggerli: il 40% si dichiara non soddisfatto della sua sicurezza alla guida, dato più basso tra tutti i veicoli a due ruote analizzati. La bicicletta elettrica riesce in parte a trasmettere una maggiore sensazione di sicurezza (con il 24% di non soddisfatti della sicurezza), ma le paure per l’incolumità restano nella top 10 delle motivazioni di non utilizzo. In più a queste barriere se ne aggiungono alcune specifiche del mezzo, come costo elevato e durata limitata della batteria.

Il quadro che emerge è quindi caratterizzato da barriere piuttosto sentite e impattanti emotivamente. Barriere, però, che non appaiono impossibili da superare grazie a un approccio sistemico finalizzato a un reale cambiamento della qualità negli spostamenti nelle nostre città. Ricerche di mercato come questa sono fondamentali per immaginare nuovi scenari, nuovi prodotti e anticipare i comportamenti dei consumatori. Ne siamo convinti noi, ne sono convinti in Ancma, un’associazione che senza retorica sta al fianco delle aziende che producono veicoli a due ruote, e ce lo ha confermato, dimostrando apprezzamento per i risultati dello studio, il suo presidente Mariano Roman.

* Christian Vaccani è associate director, innovation & commerce insight division Kantar Italia

Foto: Shutterstock

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