Si chiama ‘turismo esperienziale e motivazionale’. È una nuova forma di turismo nel quale il cicloturismo gioca un ruolo essenziale. Lo confermano i numeri presentati in occasione della quarta edizione della Ricerca sul Turismo, realizzata da Università Cattolica per il Turismo, in collaborazione con Publitalia ’80. I risultati sono stati illustrati nell’aula magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nel corso di una tavola rotonda su questa forma di turismo sempre più diffusa basata sulla pratica sportiva attiva.

Secondo la ricerca, questa forma di turismo coinvolge il 75% dei viaggiatori in Italia. In altre parole, tre viaggiatori su quattro scelgono almeno un’esperienza non convenzionale per dare un senso alle proprie vacanze. Il running tourism coinvolge, secondo le stime, tra i 3,7 e i 4,5 milioni l’anno grazie alle circa 3mila maratone organizzate in Italia.

Il cicloturismo, alla scoperta delle centinaia di percorsi, itinerari e ciclovie più o meno strutturati, ha numeri ancora più diffusi: un impatto di 4 miliardi di euro e 33 milioni di presenze tra chi ha usato la bicicletta per l’intera vacanza o alcuni suoi tratti (9 milioni i cicloturisti “puri”), secondo i dati riportati da un rapporto realizzato da Isnart in collaborazione con Legambiente. Determinante anche l’aspetto gastronomico per provare i sapori del territorio: il cicloturismo permette di vivere un’esperienza completa, che coinvolge tutti i sensi e offre un modo autentico e profondo di conoscere e apprezzare il mondo che ci circonda.

Foto: Shutterstock

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