Sensazionale prova di Filippo Ganna, Francesco Lamon, Simone Consonni e Jonathan Milan, che battendo la Nuova Zelanda accedono alla finale di inseguimento a squadre nel ciclismo su pista ai Giochi di Tokyo 2020. Non solo: nel velodromo di Izu i quattro azzurri allenati dal ct Marco Villa si aggiudicano la possibilità di correre per l’oro facendo segnare il record del mondo di 3.42.307 alla media di 64.765 km orari. Ciò anche grazie a una frazione finale da urlo di Top Ganna che da solo recupera mezzo secondo ai neozelandesi, alla fine staccati di meno di un centesimo (0.90).

In finale il quartetto italiano incontrerà la Danimarca che vi accede, un po’ ammaccata, soltanto dopo che il verdetto della giuria l’ha confermata vincente della sua semifinale. I danesi infatti avevano quasi doppiato i rivali britannici quando un contatto tra il danese che tirava e il terzo britannico, in difficoltà, distanziato dai compagni, ha causato una caduta che ha coinvolto un uomo per entrambi i team quando già i rispettivi quarti si erano staccati. Al traguardo nessuna delle due compagini è potuta giungere con il minimo dei tre uomini richiesto da regolamento. Per l’Italia, male che vada, sarà argento ma è doveroso puntare in alto e sognare il conio più ambito.

Nella foto la nazionale di inseguimento a squadre maschile su pista a Tokyo 2020: Filippo Ganna, Francesco Lamon, Simone Consonni e Jonathan Milan (Getty Images)