Articolo pubblicato su BIKE Volume 6 edizione Autumn ottobre-dicembre 2021

C’è una via italiana alla sostenibilità e Domori ha deciso di percorrerla fin dalla nascita. Quando il fondatore e presidente Gianluca Franzoni, a inizio anni Novanta, raggiunge il Venezuela, resta affascinato dal cacao fine che decide di rilanciare come prodotto d’eccellenza. Riconoscendo un valore nella biodiversità della materia prima, la fava di cacao, coglie anche il potenziale di una primizia assoluta come il criollo, il cacao dei Maya e degli Aztechi, che rischiava l’estinzione.

Oggi l’azienda ha sede a None, alle porte di Torino, dal 2006 fa parte del gruppo illy e in poco meno di vent’anni ha visto il fatturato crescere da due a quasi venti milioni di euro, ventotto considerando Prestat, il brand del tartufo di cioccolato, fornitore ufficiale della casa reale inglese, che nel 2019 ha fatto il suo ingresso nel perimetro aziendale. Nel 2020 Domori è diventata Società Benefit e ha avviato la procedura per la certificazione B-Corp.

Amministratore delegato di Domori dal 2018 è Andrea Macchione, che lo è anche del Polo del Gusto, la holding di Riccardo Illy fondata sul concept di ‘qualità dirompente’, di cui Domori fa parte, nonché presidente di Prestat. Oltre a essere manager d’esperienza, Macchione è appassionato ciclista che, dopo aver subito per anni il “fascino” televisivo delle gesta di campioni come Bartali, il beniamino del padre, Moser e Pantani, ha deciso di salire in sella in prima persona, approcciando la bicicletta attraverso il triathlon, cui è approdato dopo la corsa e la maratona.

L’Intervista di Macchione per BIKE Incontra

“Sprint e olimpico sono le mie distanze”, racconta a BIKE Macchione, anche se il “sogno”, per i cinquant’anni, tempo permettendo, è quello di “coprire la distanza regina” per un triatleta, ovvero l’Ironman. Intanto l’ad, quando non lavora, si gode il gusto “della fatica, della solitudine e della resistenza nella difficoltà”, che prova nei fine settimana di allenamento in bicicletta, su strada o in sella a una mountain bike gialla nei boschi vicino a casa.

Il ciclismo, però, non è solo metafora della solitudine di chi è chiamato a prendere decisioni strategiche al comando; lo è anche di esperienze uniche e affascinanti come sono “l’aiuto dei compagni” o l’avventura di “costruire team in grado di vincere in ogni situazione, scegliendo le persone migliori per ogni compito”. Nella squadra che Macchione ha costruito, portando in prima linea risorse già operanti all’interno di Domori, la maggioranza sono donne, proprio come è nel resto dell’azienda.

Andrea Macchione Domori BIKE
Andrea Macchione, ad Domori (Foto: Roberta Bruno)

“Sono molto orgoglioso di chi lavora con me”, assicura riandando con la memoria a un episodio: la recente consegna di un ordine da 160 tonnellate, per onorare la quale, la dedizione dei dipendenti, schierati su tre turni, ha assicurato il risultato nei tempi pattuiti. Ne è rimasto sorpreso anche Macchione cui in realtà capita spesso, ci ha confidato, di restare a bocca aperta di fronte alla “sensibilità e dedizione di quanti lavorano in produzione”. È grazie a loro se l’anno scorso l’azienda ha sostanzialmente tenuto durante la pandemia, con una lievissima flessione di fatturato, e quest’anno è già ripartita, pronta ad affrontare i mesi decisivi dell’anno, gli ultimi, quelli che portano verso le feste.

È proprio lì, dove le fave di cacao vengono ogni giorno, con passione e professionalità, trasformate in cioccolato, che affondano le radici della sostenibilità di Domori. “Qualità della materia prima”, “tracciabilità”, “processi e prodotti”, “rapporto di- retto con i produttori”, “premialità”, “collaborazione con cooperative e no profit” sono gli elementi citati da Macchione nell’intervista per BIKE Incontra e che stanno dietro lo stile con cui Domori da sempre edifica la sostenibilità. E che ne fanno un’eccellenza, italiana ed internazionale. Ma senza il “capitale umano” che si incontra in azienda, anche tali ingredienti, da soli, non basterebbero.

Infine una curiosità. Per Macchione il cacao è ottimo superfood quando si praticano sport di fatica come il ciclismo, consumato prima dello sforzo o per reintegrare subito dopo l’allenamento. Ma c’è di più. Prima delle salite ha un segreto: al cioccolato Domori l’ad affianca un marrone Agrimontana, altra eccellenza italiana del Polo del Gusto. A conferma di come la squadra sia fondamentale per raggiungere ogni traguardo sperato.

(Foto: Roberta Bruno)