Immagine
Array

Redazione

L'Espresso è nuovo e va veloce: inchieste, coraggio, visione e grandi firme

“Questo giornale vuole vedere l’Italia con altri occhi. L’Espresso andrà veloce. Noi andremo veloci e faremo esprimere tutti”. Così l'editore di BFC Media e L'Espresso, Danilo Iervolino, alla presentazione del nuovo corso de L'Espresso.

Nel consueto abbinamento con il quotidiano La Repubblica e in vendita libera da lunedì, L’Espresso inizierà il suo nuovo corso che è stato presentato in anteprima il 12 gennaio a Roma presso Palazzo Altieri dall’editore Danilo Iervolino insieme all’amministratore delegato de L’Espresso Media, Marco Forlani, e al direttore Alessandro Mauro Rossi.

I lettori, gli abbonati, gli inserzionisti si troveranno di fronte a un settimanale veramente nuovo, come spiega il comunicato stampa diffuso da BFC Media (che edita anche, tra le altre testate BIKE e Forbes Italia) ma con la stessa anima di sempre che ha contraddistinto L’Espresso nei suoi 68 gloriosi anni di storia: combattiva, progressista, laica, indagatrice. Però il giornale sarà diverso, almeno rispetto a quello che siamo stati abituati a leggere negli ultimi anni. Accanto ai temi consolidati come la difesa dei diritti, l’inclusione, la denuncia del malaffare, la lotta alla mafia, la battaglia per il clima e l’ambiente, verranno affrontati nuovi argomenti: le tendenze culturali e sociali, il mondo dei giovani, l’innovazione, la scuola, la space economy e faremo in modo che i lettori e i protagonisti della vita quotidiana diventino sempre più parte attiva e integrante del progetto editoriale.

Fisicamente la novità si nota subito: il formato è più grande, la carta, ecologica e certificata, più spessa, il procedimento di stampa, da Rotocalco a Rotooffset, più amico dell’ambiente. Per la prima volta, oltre ad adottare un formato tabloid più verticale rispetto ai precedenti, sono stati progettati ad hoc tutti i caratteri tipografici della rivista. Grazie a Zetafonts - fonderia tipografica fiorentina apprezzata a livello internazionale - titoli e sommari, testo di lettura e didascalie avranno un disegno unico e innovativo studiato esclusivamente per la testata. E poi c’è la nuova grafica curata da Stefano Cipolla e Alessio Melandri.

Il nuovo progetto visivo de L’Espresso non può non tenere conto della storia del magazine e presenta elementi identitari che ne hanno vestito le pagine sin dal primo numero. Sono molti i richiami alla grafica dei vari decenni: la larghezza maggiore della colonna d’inizio articolo (utilizzata negli anni Cinquanta e Sessanta), gli occhielli delle sezioni editoriali storiche (Politica, Cultura, Economia) ispirati a quelli presenti negli anni Settanta e Ottanta, i titoli delle Opinioni che ricordano “La bustina di Minerva” di Umberto Eco degli anni Novanta e la sperimentazione grafica, disciplinata e creativa allo stesso tempo, dei primi venti anni del nostro secolo. La nuova grafica è costruita su questi sessantotto anni di storia, perché tenere conto del passato aiuta a essere consapevoli del presente e ad avere una visione più lucida del futuro.

L’anima del giornale non cambierà, ma ci sarà più apertura e attenzione ai temi del nostro tempo. La redazione sarà affiancata da una squadra formidabile di opinionisti, da Carlo Cottarelli a Francesca Barra, da Maurizio Costanzo a Massimo Cacciari, da Claudia Sorlini a Virman Cusenza, da Fabrizio Barca a Enrico Giovannini, da Ray Banhoff a Nicolas Ballario, per garantire competenza e pluralità di vedute. Le immagini, selezionate da Oliviero Toscani e accompagnate ognuna da un aforisma, testimonieranno la quotidianità e le sue contraddizioni. I curatori delle nuove Guide de L’Espresso, Luca Gardini, il miglior “wine taster” al mondo, e Andrea Grignaffini, uno dei critici gastronomici più preparati nel panorama italiano e internazionale, impreziosiranno con le loro rubriche le pagine del settimanale.

La novità più impattante riguarda la struttura del giornale e i suoi contenuti. In avvio di giornale una gallery fotografica a cura del grande maestro Oliviero Toscani documenterà il nostro tempo. La sezione “Prima pagina” approfondirà il servizio di copertina. A seguire torneranno le sezioni di politica, economia, cultura in piena sintonia con la storia de L’Espresso. Troveranno sempre spazio all’interno del settimanale le inchieste: non a caso scriverà per L’Espresso una firma come Sergio Rizzo.

La copertina di questo numero de L’Espresso è anche un manifesto: in una foto, sapientemente scattata da Oliviero Toscani, e nelle poche parole del titolo, si può trovare l’essenza del nuovo progetto. Oggi nella comunicazione l’immagine spesso vince sulla parola. Diceva Arrigo Benedetti, fondatore di questo giornale, che “le immagini si leggono, gli articoli si guardano”. Erano gli anni 50 del Novecento. Mai profezia fu così lungimirante e anticipatoria.

Toscani ha ritratto la mano di Adélia Chitula Moura, una ragazza angolana di 30 anni, di cui 20 passati in Italia, dove fa la geometra. È dipinta di bianco nel segno dell’integrazione. L’indice e il medio, colorati di rosso e di verde, formano il segno della vittoria. Vince non solo chi è più bravo o più forte ma anche chi è più tenace, chi non si arrende. È l’immagine degli italiani. Infatti, il titolo è “L’Italia di domani”. L’insieme disegna quello che vorremmo fosse, e che in parte sarà per forza di cose, il nostro Paese: multietnico, accogliente, vincente, resiliente, tollerante, che guarda al futuro. Il nostro tempo ci dice che dobbiamo impegnarci per la difesa del genere umano: dalle guerre, dalle pandemie, dai cambiamenti climatici, dalle dittature, dalle cattiverie, dallo sfruttamento del lavoro, dalle diseguaglianze. Contemporaneamente guardare avanti per raccontare le storie dei protagonisti dell’Italia migliore. L’Espresso continuerà ad essere, orgogliosamente, il giornale che difende gli ultimi, ma saprà dare spazio anche ai primi, a coloro che costruiscono futuro e speranza per il nostro Paese.

L’Espresso rafforzerà anche la presenza sul digitale con sempre più articoli, servizi e opinioni sul sito in attesa del lancio del grande progetto multimediale a cui sta lavorando da tempo in mezzo a mille complessità dovute alla tecnologia che vuole proprietaria e alla straordinarietà del prodotto che coinvolgerà i lettori e li renderà protagonisti.

“Abbiamo tutta la voglia e la forza di mantenere l’identità e la storia di 68 anni de L’Espresso", ha assicurato l'ad di Bfc e de L’Espresso Media, Marco Forlani, presentando il progetto, ma "guardando avanti", perché, ha aggiunto, “la nostra volontà è quella di crescere, di essere letti anche dalle nuove generazioni”.

“Nella redazione ho trovato un ambiente fantastico", ha proseguito il direttore: "In 15 giorni abbiamo fatto un lavoro che non si fa in un anno. Abbiamo mantenuto l’anima coraggiosa e corsara”. In un nuovo corso che, nell'editoriale, Rossi, descrive come "visionario" oltre che "coraggioso".

L'Espresso "sarà un giornale che romperà gli schemi", ha assicurato l'editore, così come "ogni rendita di posizione. Questo è un paese curvato su tutti i privilegi che a me danno noia”, ha aggiunto. “Un giornale che cambierà pelle, sposerà il digitale, farà parlare anche chi sta ai margini della società. Questo non è il giornale dei giornalisti ma dei lettori”, ha concluso Iervolino.

https://twitter.com/espressonline/status/1613607680610013186?cxt=HHwWhMDQmdzo1-QsAAAA