Bologna si prepara a ospitare uno degli eventi più attesi nel mondo del ciclismo e della ricerca: la Campus bike convention. Questo incontro, che si terrà il 2 e 3 dicembre presso gli spazi di Fico Eataly, promette di essere un’esperienza ricca di opportunità, incontri e formazione per gli appassionati e gli addetti ai lavori. Una full immersion nell’universo dinamico del ciclismo sostenuta da esperienza e cultura scientifica.

Filo conduttore di tutte le iniziative è la prestazione sportiva. Con oltre 25 relatori di fama mondiale e più di 30 workshop, la Convention mira a colmare il divario tra la teoria e l’applicazione pratica su temi cruciali come l’allenamento, la biomeccanica, la performance e la nutrizione nel mondo del ciclismo. Le cinque sale dedicate saranno il palcoscenico di attività e workshop pratici che coinvolgeranno i partecipanti per una due giorni intensa tra apprendimento e condivisione di conoscenze.

Il direttore di Campus, Omar Gatti, spiega così l’obiettivo dell’evento: “A Campus ci proponiamo di mettere in contatto il pubblico con i principali esperti italiani e internazionali, con l’obiettivo di rendere disponibili le più moderne metodologie a tutti i partecipanti”.

Tra i relatori di spicco ci saranno nomi come Diego Bragato, head of performance della Federazione ciclistica italiana, Davide Cassani, ex ct della nazionale italiana, e Mikel Zabala, ct della Nazionale spagnola mtb. Poi la presenza di campioni del calibro di Alessandro Ballan, Marco Aurelio Fontana, e Vittoria Bussi.

“È ormai chiaro che nel campo del ciclismo sia giunta l’ora di abbandonare schemi e proposte prive di fondamento scientifico – sottolinea Gatti – Con Campus bike convention vogliamo sfidare questi falsi miti, dando spazio a metodologie valide e moderne”.

A portare la sua testimonianza sui temi centrali del ciclismo di ieri e di oggi ci sarà anche Beppe Saronni, che dal 1977 al 1990 ha vinto 193 gare, tra cui due Giri d’Italia, una Milano-Sanremo, un Giro di Lombardia, una Freccia Vallone e un campionato del mondo su strada. Tante corse, tanti ricordi, in un ciclismo che era un altro ciclismo. E, dopo il ritiro, una nuova vita, ancora a contatto con le biciclette, come team manager di alcune delle squadre più vincenti degli ultimi decenni. Nel suo intervento proverà a rispondere ad alcune domande, come: perché i ciclisti di oggi sono più forti di quelli del passato? Quanto contano l’innovazione tecnologica e scientifica? C’è una ricetta per rilanciare il ciclismo?

Ecco un’anticipazione: “Penso che sia difficile mettere a confronto i ciclisti di ieri e quelli di oggi. L’unica cosa che rimane è la classificazione in scalatore, velocista e passista. Il resto – le bici, i materiali, i metodi di preparazione, l’abbigliamento, le conoscenze mediche e scientifiche – è tutto diverso. E forse qualche corridore del passato, veloce e brillante, si sarebbe trovato anche meglio oggi”. E sull’innovazione Saronni aggiunge: “Le bici di oggi hanno un rendimento che fa impressione, l’innovazione ha fatto veramente la differenza. Dal numero dei rapporti allo sviluppo metrico, dal peso delle bici, che allora era di 11-12 kg, ai freni”.

Il progetto è sostenuto da un comitato di esperti, riuniti da Bikenomist con il supporto di Colnago e il patrocinio della Federazione ciclistica italiana. In concomitanza con l’evento, Colnago allestirà un’esposizione che attraverserà le epoche, mettendo in mostra numerosi modelli di biciclette dal 1950 a oggi, permettendo ai visitatori di comprendere l’evoluzione tecnologica della bici.

Le iscrizioni per la Campus Bike Convention sono aperte sia per chi vuole partecipare in presenza sia in modalità streaming per seguire online gli interventi della plenaria. Per informazioni sul programma e iscrizioni https://convention.campus.bike/.

(Foto: Courtesy Campus bike convention)

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