Articolo di Angelo De Lorenzi tratto da BIKE Volume 14, edizione Autumn ottobre-dicembre 2023

Rivoluzionare l’universo delivery a Milano per offrire un’alternativa ai classici servizi di consegna a domicilio. Una promessa su due ruote, basata su etica e sostenibilità. Nata con la chiusura obbligatoria per tutti, nel 2020, sono bastati i primi mesi di sperimentazione per capire che di questa idea c’era bisogno. Si chiama So.De – Social Delivery – ed è la startup di ciclofattorini dedicata alla logistica urbana, prima di quartiere poi estesa a tutta la città di Milano.

Pedalano nel nome del consumo consapevole indossando felpe e giacche rosse, sul petto il bianco e il giallo racchiusi in una forma che richiama con ironia l’uovo sodo: il logo. Trasportano quel libro scelto per inaugurare l’autunno, la nuova cornice per la cameretta, il vestito comodo e ampio perfetto per lo smart working. A loro si affidano botteghe, librerie, negozi di piante, artisti e aziende. L’idea, e a dire il vero anche le persone che la realizzano, piacciono così tanto che il progetto guarda già oltre Milano. “Il futuro è ricco di collaborazioni – racconta Lucia Borso, cofondatrice e responsabile partnership – con alcuni clienti stiamo già ragionando sullo sviluppo del servizio in altre città italiane. Non immaginavamo di crescere così rapidamente: le richieste che ci arrivano dal mondo delle aziende, dalle più piccole alle più grandi, ci dimostrano di aver intercettato un bisogno reale presente nei centri urbani”.

So.De arriva a casa in sella a una bicicletta o una bici cargo, i contratti sono adeguati e prima di iniziare l’avventura c’è sempre una formazione professionale su competenze verticali e soft skill: dalla sicurezza sul lavoro al codice della strada, dalla comunicazione interpersonale alla manutenzione delle bici e al corso di italiano per stranieri. Una formula inclusiva che rende la consegna efficiente, veloce e innovativa. Del resto il gruppo che l’ha fondata sa cosa vuol dire fare impresa nel sociale grazie al Rob de Matt, il bistrot a nord di Milano da loro creato per formare e dare lavoro a persone in difficoltà, disabili ed ex carcerati.

So.De ha l’animo gentile e virtuoso, le relazioni e la fiducia sono fondamentali, come lo è l’impatto positivo sull’ambiente: “Fin dalla nostra fondazione non c’è stato nessun dubbio sulla scelta di quale mezzo utilizzare per le nostre consegne: bici ma soprattutto cargobike rappresentano l’unica possibilità di abbattere le emissioni inquinanti causate dalle consegne di merci in città”.

Una flotta di 2 biciclette e 8 cargobike, tra muscolari e a pedalata assistita per rispondere alle diverse esigenze di carico e agilità. “La nostra prima cargo – aggiunge Lucia – è stata la Bronte XL realizzata durante un workshop di autocostruzione con Officine Recycle di Modena. Continua: “La scelta di collaborare con artigiani italiani è nata principalmente dalla volontà di sostenere realtà che, come noi, hanno a cuore l’ambiente e il territorio su cui operiamo, oltre che da legami di fiducia verso materiali e tipologie di costruzione di altissimo livello, per garantire ai nostri corrieri un mezzo di lavoro sicuro e ad altissime performance”.

Continueremo a seguirli, anche perché non vogliamo perderci la prossima storia di Sandro, uno dei loro corrieri: oltre ad aver scritto il libro Notturno rider, arriva puntuale nella newsletter di Social Delivery con il suo ‘Semaforo rosso’, la rubrica per trasferire via e-mail il suo amore per la bicicletta, per Milano e tutto quello che le strade di questa città hanno da raccontare.

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