Non dovrebbe sorprendere che nella videopillola per i canali social con cui Scuderia Ferrari presenta l’accensione, per la prima volta, della power unit della nuova Formula 1, ci sia una bicicletta. Più di una in realtà. Non dovrebbe sorprendere nemmeno che alcuni dei suoi meccanici, nel giorno in cui tutto il mondo ha udito per la prima volta il suono della SF-24 di Carlos Sainz e Charles Leclerc, si siano recati al lavoro in bici. E, tra parentesi, il giorno scelto per farla cantare è stato quello del via del Festival della Canzone italiana, Sanremo 2024.

Maranello e l’Emilia-Romagna dopotutto sono la patria del pedale ancora prima che dei motori. Forse anche della musica, ma questa è una valutazione che lasciamo a chi è più competente di noi in materia… Una motor valley, di certo, ma anche una bike valley. E in quel video si coglie distintamente, nell’alba sonnacchiosa di un paese che si risveglia, il frame in cui, poco prima di accedere allo stabile produttivo della Rossa, un uomo con la tuta del medesimo colore, lega con una catena il suo potente mezzo a pedali a uno stallo. E di fianco alla sua bici ce ne sono almeno altre sei e un monopattino elettrico.

Una curiosità che conferma come la passione per il ciclismo vive e che la smart mobility è di casa in Ferrari, azienda non nuova a innovative e virtuose pratiche a favore dei suoi dipendenti, bike to work incluso. Fatti che non scopriamo certo oggi, ma che ci è parso doveroso sottolineare, nel solco del tradizionale legame che esiste tra auto sportive e costruttori di biciclette, da Colnago in giù.

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