Immaginate di transitare per l’affascinante centro storico di Firenze, ammirare la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria, le botteghe su Ponte Vecchio, abbracciare la città con uno sguardo da Piazzale Michelangelo e poi perdervi per le colline dell’Appennino tosco-emiliano per giungere quindi sulle invitanti spiagge sabbiose dell’Adriatico.

Immaginate il richiamo dei chioschi di piadine lungo la Riviera romagnola, le saline di Cervia, i lasciti bizantini di Ravenna e poi Bologna, con i suoi portici Patrimonio Mondiale UNESCO e la sagoma di San Luca svettante a monte. Immaginate poi ancora il romanico Duomo di Piacenza, le sinuose strade attraverso le alture coltivate a vite di Langhe e Roero e il perimetro squadrato di Torino.

Ecco, immaginate tutto ciò e pensate come debba essere non aver mai visto o sperimentato qualcosa di simile. Difficile? Beh, sì. Quasi sconcertante dite? In effetti potreste non avete tutti i torti. Però c’è o, meglio, c’era davvero chi tutte queste meraviglie disseminate lungo le strade italiane non le aveva mai assaporate di persona.

Robbe Ghys infatti, 27enne belga dell’Alpecin-Deceuninck, prima della partenza del Tour de France 2024 dal Bel Paese non aveva mai gareggiato su strada sul suolo nostrano, un dato quasi da non credere per un professionista come lui abituato a girare il mondo in lungo e in largo eppure, come lui stesso ci ha confermato, assolutamente vero.

Pistard dal discreto palmares (vincitore di due 6 Giorni di Gent e due volte bronzo mondiale nella Madison sempre con Kenny De Ketele), prima della Grand Depart andata in scena tra Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte, Robbe aveva avuto modo di “assaggiare” l’Italia solamente al chiuso, lungo l’anello del velodromo di Montichiari per gli Europei su pista Juniores e Under 23 del 2016, un’esperienza totalmente diversa e molto meno coinvolgente da un punto di vista sensoriale rispetto a una qualsiasi altra corsa in linea disputata sulle strade del nostro Paese. Robbe ha avuto modo di colmare questa lacuna prendendo parte a un’edizione storica della Grande Boucle (la prima della sua carriera) che gli ha permesso di vivere una tre giorni tricolore indimenticabile.

“Nel fine settimana è stato davvero impressionante vedere quante persone fossero presenti lungo la strada. A Bologna è stato qualcosa di assolutamente folle. Dopo la gara avevo il mal di testa per quanto è stato forte il rumore lungo San Luca. Ad un certo punto Bettiol era accanto a me ed è stato qualcosa di pazzesco…la gente gridava così intensamente…È stato incredibile. Non dimenticherò mai questo momento” ci ha confessato il nativo di Hasselt dopo l’arrivo della tappa di Torino vinta da Biniam Girmay, una frazione “lunga e sfortunata” dove la sua squadra ambiva alla vittoria con Jasper Philipsen, uno dei tanti ragazzi a cui nei primi giorni italiani Robbe si è affidato per riuscire ad acclimatarsi meglio al Tour e alle strade locali.

“Ci sono diversi corridori esperti in squadra che mi stanno dando una bella mano. Io non devo far altro che seguirli senza pensare troppo perché so che così mi troverò nella giusta posizione. Ho molta fiducia in loro”.

Un supporto non da poco visto che, come Robbe ha avuto subito modo di provare sulla sua pelle, “correre sulle strade italiane non è facile” perché, oltre alle oggettive difficoltà morfologiche e altimetriche, “le persone sono molto vicine alla strada a volte e quindi a volte è molto pericoloso”. La vicinanza delle persone però, a parte i rischi (evitabili) e il caos che può produrre, fa anche sì che tutto il calore della gente del posto arrivi ai corridori e che, alla fine, a tutti (Robbe compreso) resti davvero qualcosa di forte dentro.

“Sono davvero felice di essere qui”, esclama infatti Robbe, “mi sto godendo ogni cosa, cerco di cogliere ogni momento e di vivere l’attimo”. Ed è grazie a questi istanti e a questi ricordi che c’è da credergli quando, in maniera sincera e senza esitazione, ci dice “tornerò” dando l’impressione che il bello dell’Italia, scoperto in questi giorni, abbia veramente attecchito in lui.

(in alto: la folla sulla salita di San Luca, photo credit: A.S.O./Charly Lopez)

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