Articolo tratto da BIKE Volume 3, edizione Winter Gennaio-Marzo 2021

In un passato nemmeno troppo remoto, l’inverno era stagione di biciclette in cantina. In contemporanea alla sosta del calendario professionistico, si fermava o rallentava anche l’attività dei cicloamatori. Nel 2021 non è più così, e non soltanto perché le misure anti Covid hanno sfumato il confine tra stagioni indoor e outdoor. Una fetta sempre più ampia di sportivi sceglie infatti di allenarsi al coperto. Fenomeno accelerato dalla pandemia, ma già in atto in era pre-coronavirus.

Il 2020 ha fugato ogni dubbio sull’efficacia dell’attività al chiuso”, spiega Silvano Zanuso, direttore del dipartimento medico e scientifico di Technogym e visiting professor all’Università di Greenwich. “II lockdown ha prodotto una sorta di grande esperimento scientifico. Quando è stato possibile uscire di nuovo in bicicletta, l’evidenza ha dimostrato che un corretto allenamento indoor produce risultati eccellenti outdoor”.

I costumi degli sportivi sono molto cambiati, insomma, rispetto a quando, nei primi anni ’80, Nerio Alessandri ideava Technogym nel garage dei genitori. Nei primi nove mesi del 2020, l’azienda di Cesena ha registrato una crescita del 58% del settore home fitness rispetto allo stesso periodo del 2019. Ora lancia sul mercato MyCycling: una soluzione che combina uno smart trainer per la stabilità dell’azione, un’applicazione con programmi personalizzati e il supporto di una rete di coach. Con la collaborazione di atleti, tecnici e preparatori, il team di ricerca ha sviluppato Technogym Neuromuscular Training, un sistema che, dopo un test preliminare, elabora un programma di 18 mesi, strutturato in sessioni di 40-70 minuti.

“All’aperto si fanno uscite di molte ore”, spiega Zanuso. “Al coperto sessioni così lunghe sono impensabili, anche perché sarebbero terribilmente noiose. Con sedute più brevi, l’attività indoor, se tarata su un programma personalizzato, è molto più efficace di quella outdoor”. MyCycling propone anche una via di fuga per chi rimpiange le pedalate in gruppo. È infatti compatibile con le piattaforme Zwift e Rouvy, tramite le quali è possibile organizzare gare e incontrare altri utenti. Nel suo libro Nati per muoversi, Nerio Alessandri scriveva di non essere mai stato motivato dal denaro, ma “dall’attrazione per il bello”.

Nella progettazione di MyCycling, Technogym si è focalizzata anche sul lato estetico. Una concezione di design che riflette il cambiamento culturale e sociale che ha toccato il mondo della bicicletta. Il ciclismo ha infatti smesso di essere lo sport delle classi medio-basse. E se in Italia è ancora un’attività aperta a diversi strati sociali, in Paesi come Stati Uniti, Australia e Canada è diventato addirittura elitario.

“Disegniamo oggetti che devono stare in una casa, spesso molto elegante”, racconta Zanuso. “Per praticare il ciclismo occorre tempo e oggi il tempo, anche quello per fare fatica, è un lusso. Questo cambiamento culturale ci obbliga a prestare attenzione ad aspetti come il design. E spiega anche perché sempre più ciclisti colgono l’importanza di un regime di allenamento adeguato”.

(Foto: Courtesy Technogym)