Il 3 giugno ricorre la Giornata mondiale della bicicletta. Per celebrarla BIKE vi propone una serie di articoli e curiosità sulla storia delle due ruote a pedali, dalle origini all’e-bike.

La bicicletta, come mezzo di trasporto, ha a lungo avuto un rivale diretto: il cavallo. I velocipedi erano più economici e più resistenti degli animali, ma il loro sistema di trazione li sfavoriva molto quanto a velocità. I pedali, infatti, erano collegati direttamente alla ruota anteriore e la loro velocità di rotazione era di fatto vincolata a quella della ruota.

Per quanto già nel 1870 il britannico Jules Suriray avesse brevettato un primo sistema di ‘ruota libera’, il modo più pratico per aumentare la velocità restava quello di ingrandire la ruota. E questo accadde, in maniera esponenziale. Proprio nel 1870, James Starley brevettò il primo biciclo, chiamato Ariel: una grande ruota davanti per spingere e una piccola dietro per mantenere l’equilibrio. La stabilità era garantita dagli innovativi raggi tangenti al mozzo. Il diametro della ruota anteriore era di 1,22 metri, e innescò una corsa al gigantismo. Il parigino Victor Renard arrivò a costruire un biciclo la cui ruota raggiungeva i tre metri di diametro, con uno sviluppo metrico di oltre nove metri.

L’inconveniente, però, era ormai evidente: i bicicli erano instabili, bastava una buca o anche solo una pressione eccessiva del freno a tampone per cadere proiettati in avanti. Il risultato fu una riscoperta dei tricicli, che negli anni 80 del 1800 conobbero un enorme popolarità. Il triciclo era il mezzo di trasporto più comune, mentre il biciclo (chiamato anche ‘Grand Bi’ in Francia o ‘Penny-farthing’ in Gran Bretagna) significava velocità, e al velocipede si chiedeva questo: di andare veloci.

Nella foto una corsa di biciclette a fine ‘800 in America (Shutterstock)

Rileggi tutti gli articoli precedenti (cliccando sul titolo):
1 Il genio di Leonardo e l’invenzione della bicicletta
2 Draisine, celeriferi e ‘macchine per correre’: le antenate della bici
3 Michaux e una grande scoperta: i pedali
4 Pedalare al tempo delle ‘Scuotiossa’