Questo articolo è tratto dal Volume 5 di BIKE edizione luglio-settembre 2021

Sono dodici anni di differenza, più di quattromila giorni di distanza, quelli che separano l’anagrafe di Vincenzo Nibali, nato a Messina il 14 novembre 1984, da quella di Filippo Ganna, venuto al mondo a Verbania un 25 luglio del 1996. Due Giri, un Tour e una Vuelta, una Milano-Sanremo e due Lombardia spiccano nel palmarès del primo e ne fanno, a pieno titolo, una leggenda del ciclismo italiano; il secondo, con caratteristiche diverse, ha tutte le carte in regola per poterlo diventare molto presto.

Ganna festeggerà il suo compleanno durante le Olimpiadi di Tokyo, appuntamento dove si presenta, insieme al portabandiera Elia Viviani, come l’uomo di punta della Nazionale, e dove, fresco venticinquenne, proverà a vincere l’oro nella prova a cronometro il 28 luglio e una settimana più tardi a fare risultato anche su pista, nell’inseguimento. La disciplina della ‘corsa contro il tempo’ già lo ha aiutato a scrivere un pezzetto di storia recente: sono cinque, infatti, le cronometro consecutive vinte da Ganna al Giro d’Italia, divise in due edizioni: Palermo, Valdobbiadene e Milano nel 2020, Torino e Milano nel 2021. Un record in cui ha superato quel ‘mostro sacro’ di Francesco Moser che si era fermato a quattro vittorie consecutive, per due volte in carriera.

“Sarei contento di avere un’unghia soltanto della classe di Moser”, ha detto una volta Top Ganna, come viene soprannominato il campione piemontese che, dopo Tokyo, a settembre, sarà in Belgio per difendere il titolo mondiale, sempre nella prova a cronometro, di cui è campione in carica grazie alla vittoria di Imola lo scorso anno. Professionista dal 2017, il polivalente passista e pistard che corre per il team britannico Ineos Grenadiers, oltre al titolo iridato a cronometro su strada, su pista, conta già quattro titoli mondiali nell’insegui- mento individuale (2016, 2018, 2019 e 2020), con tanto di record nel mondo in occasione del successo dell’anno passato.

Se il 2020 è stato per Ganna l’anno della definitiva consacrazione, il 2021 potrebbe essere quello di un’auspicabile conferma, a maggior ragione se condita dal successo a cinque cerchi che un Paese intero sogna (nella cronometro sarebbe il primo italiano a riuscirci). “Sta andando molto forte e in questi ultimi anni ha dimostrato una grande continuità”, dice di lui Nibali che, alla sua giovane età, era in piena ascesa e in procinto di vincere il suo primo grande giro, dando il là a una carriera eccezionale e ricca di successi. “Qualche volta ci siamo anche allenati insieme”, ricorda Vincenzo, “ed è stato piacevole, Filippo è un ragazzo molto solare”.

Il sogno di una medaglia olimpica è vivo anche nel cuore dello Squalo, che l’ha visto sfumare soltanto a pochi kilometri dal traguardo quando, a Rio 2016, cadde nella discesa di Vista Chinesa, uno dei suoi terreni di caccia preferiti, ma che quell’anno non lo portò al risultato sperato. Giunto all’appuntamento olimpico forte dei quattro grandi giri vinti (la Vuelta nel 2010, il Giro nel 2013 e 2016, il Tour nel 2014), il fuoriclasse siciliano seppe cogliere quell’indesiderata battuta d’arresto come occasione di rilancio, bissando il successo del 2015 al Lombardia nel 2017 e conquistando un’indimenticabile Milano-Sanremo nel 2018 con un memorabile attacco sul Poggio e impreziosendo così il secondo tempo di una carriera unica.

Una carriera quasi inavvicinabile, quella del messinese, che gli permette di avere, nel club dei giganti, un posto già assegnato, quale che sarà il finale. Ganna, invece, proverà a ricavarsi il suo spazio nell’Olimpo del pedale già con i risultati di quest’anno, sapendo però di avere gli anni migliori davanti a sé. Non soltanto in pista o nelle cronometro. “Guardando in prospettiva futura”, osserva attento Nibali, “un corridore come lui può ambire a vincere qualche classica importante. Una su tutte la Parigi-Roubaix”. Per quanto riguarda le corse a tappe, invece, “non credo siano il suo ter- reno ideale: va forte in salita, ma ci sono corridori più forti. Il futuro – prosegue – è sicuramente dalla sua parte, vista la giovane età e i passi da gigante che ha fatto in questi ultimi anni. L’importante sarà non bruciare le tappe e andare step by step. È così che si costruiscono le grandi carriere”. E chi meglio di Nibali può dirlo.

Nella foto Filippo Ganna (Getty Images) e Vincenzo Nibali (Shutterstock)