“Dobbiamo investire meglio perché ci troviamo alle soglie di una rivoluzione copernicana, tecnica e anche fortemente politica, una sfida dei tempi”. Così Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, intervenendo allo speciale Cernobbio 2021 dedicato da Rai 1 al tradizionale Forum Ambrosetti di Villa d’Este con economisti ed esponenti delle istituzioni. In studio con Giovannini anche Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici, Elena Bonetti, ministro delle Pari opportunità e della famiglia, Fabiola Gianotti, direttore generale del Cern.

In particolare, secondo Giovannini, “nell’intercettare gli investimenti in ferrovie e nelle nuove tecnologie della mobilità non saranno soltanto la politica e le pubbliche amministrazioni a giocare un ruolo decisio, ma anche il settore privato, che non dovrà farsi spiazzare da altri competitor”.

“Si è ormai capito che la sostenibilità, oltre a essere una tematica economica e ambientale, é anche sociale. La crisi, infatti, ha messo in difficoltà persone e bloccato investimenti”, ha osservato il ministro, che poi ha detto: “Se non cambiano modello di sviluppo non c’è futuro e non si intercetta quella finanza che in Europa ha messo a disposizione fondi per far fronte alla crisi, indispensabili per l’enorme cambiamento produttivo” che attende gli Stati. Non è un caso infatti che “Next Gen Eu finanzi investimenti sostenibili per l’ambiente. Dobbiamo tenere questo vincolo solo perché imposto – si è domandato il ministro – oppure dobbiamo usare questi fondi per rafforzare tutto ciò? Questa è la decisione che Stato, Regioni e Comuni devono prendere”. E sul Pnrr ha aggiunto: “Il piano dedica mediamente il 40% di investimenti al Mezzogiorno, il 56% per quanto riguarda infrastrutture e trasporti”.

Commentando la posizione di Bruno Le Maire, ministro dell’Economia francese, che ha invocato per l’Europa l’indipendenza tecnologica (dalle batterie per le auto e i semiconduttori ai dati e alla privacy) se vuole ottenere una vera indipendenza politica per giocare un ruolo da terza potenza tra Stati Uniti e Cina nel prossimo futuro, Giovannini ha risposto: “Le economie di scala contano. L’Europa è di fronte a un bivio se le nostre imprese restano piccole e si fanno concorrenza tra di loro mentre altrove c’è chi collabora e fa sistema, sono destinate ad essere spazzate via” Ad avviso del ministro, il futuro dell’Unione europea si giocherà “sull’approccio alle crisi: sarà il tema di discussione per i prossimi due anni alla Commissione europea, che non é stata pensata per questo”.

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