Forti, favolose e divertenti. Sono le parole chiave della Fancy Women Bike Ride, la bicicletta che da nove anni coinvolge le donne di tutto il mondo. Questa volta la data è quella del 19 settembre. Una domenica all’insegna della femminilità. Scarpe con i tacchi o più sportive, gonne a ruota, strette, o a portafoglio, pantaloni a righe o super colorati, camicette a pois, pantaloncini, salopette o jeans. Il dress code è essenziale: chi partecipa può decidere di indossare i pezzi forti del guardaroba, purché venga fuori la propria personalità. Dare alle donne la possibilità di essere se stesse è infatti uno dei pilastri alla base dell’idea nata per dimostrare che esiste un ciclismo senza sudore e praticato con leggerezza.

Alla base di tutto, una richiesta: sviluppare più infrastrutture dedicate a chi usa la bici quotidianamente, e metterle in sicurezza. Requisito della mobilità dolce che è strettamente connesso ai discorsi sulle città che cambiano. Dietro la Fancy Women Bike Ride c’è Pinar Pinzuti, coordinatrice dell’evento in 150 città. Ha origini turche e vive a Milano da più di tre anni. A BIKE dice: “Nelle vie di questa bellissima città, come nella maggior parte del resto d’Italia, vedo quanto spazio è dedicato alle macchine e quanto poco per chi va a piedi o in bicicletta. Quando mi muovo in bici la mia sicurezza dipende dalla pietà degli automobilisti. Fino ad oggi mi è andata bene, torno a casa sana e salva, ma ci sono delle volte che arrivo al lavoro con il cuore sottosopra per un sorpasso azzardato perché non mi hanno visto”. Fa riferimento al Giro d’Italia e ai campioni in maglia rosa, poi paragona l’immagine che spesso si ha di chi va al lavoro in bici: uomini e donne in mezzo al traffico, spesso affaticati. Ecco perché l’evento ha un ulteriore obiettivo. Raccontare un’altra tipologia di ciclismo, quello urbano. Cosa li accomuna sono la passione e la voglia di pedalare.

“La bicicletta è uno strumento formidabile per noi donne – dice Pinzuti – è un mezzo per renderci visibili nello spazio pubblico, per essere accettate e incluse nelle decisioni. Noi donne quando siamo insieme sviluppiamo un potere enorme”. Così il mezzo di trasporto più semplice al mondo, la bicicletta, questa volta in versione da ‘marcia’, diventa il simbolo di un’iniziativa che, a poco meno di trenta chilometri all’ora, può essere in grado di raccontare un bel connubio: i diritti delle donne e il diritto alla mobilità. La fotografia è quella di un’onda di colori, campanelli, cestini, volant e l’entusiasmo di centinaia di partecipanti. Donne che si riuniscono come suffragette in difesa dell’ambiente e della sicurezza, per richiedere più spazio nelle strade e nella società. E poi, chiunque può portare la bicicletta nella propria terra.

Quest’anno, a parte Roma e Torino, la manifestazione tocca ben venti città italiane, tra cui Cagliari, Lecce, Cosenza e Siracusa. “Sta crescendo tantissimo – esclama Pinar – e il risultato più grande è che l’Italia è il paese con più eventi”. Nella lista delle prime zone che hanno deciso di dare un forte contributo, ci sono anche Germania, Stati Uniti, Canada e Francia. Una pedalata facile e sui generis che darà vita a una festa lunga cinque chilometri: “Vogliamo che possa essere anche l’appiglio per far avvicinare le persone più timide, chi ha paura di uscire da sola o che non va in bici da un po’. Per questo i percorsi sono quasi sempre in pianura. Con noi ci sono anche molti bambini. In circa quaranta minuti, nessuno cercherà di fare sorpassi. Salutiamo i pedoni, cantiamo canzoni e sorridiamo sempre, tantissimo”, conclude con tono estasiato. Pinar sarà alla Fancy Women Bike Ride di Monza. La partenza nella città di uno dei più grandi parchi storici d’Europa, è alle 16. Appuntamento in piazza Trento e Trieste, in pieno centro. Per tutti gli altri eventi si possono cercare i profili social della biciclettata.