Julian Alaphilippe è il nuovo campione del mondo. A Lovanio, dopo 268,3 km, il francese (che corre per la Deceuninck Quick-Step) ha bissato il successo dello scorso anno a Imola. La nostra Nazionale ha corso bene con Sonny Colbrelli, Giacomo Nizzolo e Andrea Bagioli nel gruppetto che però non è riuscito a rispondere all’azione di Alaphilippe. L’Italia è rimasta senza medaglia, sul podio Dylan Van Baarle e Michael Valgren. Il campione europeo Sonny Colbrelli, primo degli italiani, ha chiuso questa rassegna iridata al decimo posto. Da segnalare il ritiro di Matteo Trentin e Davide Ballerini a causa di una caduta nelle fasi iniziali.

Stila un primo bilancio il presidente Cordiano Dagnoni, che ha seguito con partecipazione queste giornate esaltanti: “E’ stato un mondiale fantastico, abbiamo chiuso col primo posto nel medagliere…” e riferendosi alla gara di ieri: “ovviamente non può essere sempre festa: ieri non siamo stati fortunati ma abbiamo corso bene, peccato per la caduta iniziale che ha messo fuori gioco due pedine importanti per noi. Bisogna dare onore al merito del vincitore perché è stato nettamente il più forte e ha meritato di vincere”. Il primo posto nel medagliere frutto di tre ori (Ganna a cronometro, Balsamo tra le donne, Baroncini under 23) e un bronzo nel Mixed Relay.

E’ stato anche l’ultimo mondiale di Davide Cassani alla guida della Nazionale: “Una giornata di emozione e sfortuna. Matteo Trentin e Davide Ballerini ci sono mancati anche se si sono messi a disposizione per chiudere sulla fuga iniziale. Dopo la caduta stavano molto male. Nel finale c’erano 17 uomini davanti e 3 dei nostri che sono stati molto bravi. Nulla da dire, ha vinto il più forte. Con questo Alaphilippe mi è parso di vedere il Bettini dei bei tempi che faceva 3-4 scatti consecutivi finchè non riusciva ad andare via”.

Tornando sulle fasi cruciali: “Forse Sonny ha tergiversato un pochino, ma il problema nostro è stata la mancanza di un uomo nel finale, nonostante la presenza di Nizzolo che si è sacrificato, ne sarebbe servito un altro”. 

Il ct conclude: “E’ stato comunque un mondiale da pelle d’oca. Bellissimo finire qui la mia avventura con un pubblico straordinario. Oggi sicuramente non ho rimpianti, se non maledire la sfortuna. Anche un corridore come Giacomo Nizzolo mi ha ringraziato per la bellezza di questo evento. Ripeto onore ad Julien. Sapevamo che era forte ed aveva puntato deciso al Mondiale saltando anche l’Olimpiade”.

DONNE: Elisa Balsamo a Lovanio ha vinto il Mondiale della categoria donne Elite. Uno sprint regale quello della 23enne piemontese di Cuneo al termine di una straordinaria performance della nazionale del ct Dino Salvoldi. Argento, una delle favorite, vale a dire l’olandese Marianne Vos; bronzo invece per la polacca Niewiadoma. Questo successo iridato all’Italia mancava da ben 10 anni, quando a vincerlo fu Giorgia Bronzini in Danimarca nel 2011.

Queste le parole della neo campionessa del mondo: “Sono totalemente senza parole. Non posso crederci, è un sogno che si realizza dopo una stagione lunga come questa. Tutta la squadra è stata fantastica, mi ha permesso di battere una del livello di Marianne Vos. All’ultima curva ho soltanto pensato ad andare a tutta… mi sono presa questa maglia e indossarla per tutto il prossimo anno sarà un sogno. Ringrazio le mie compagne e tutto lo staff, è anche grazie a loro che sono arrivata fino a qui” E ancora: “A due chilometri si è formato il nostro treno, direi così, per caso. Ci siamo organizzate quelle che c’erano. La Longo mi ha detto, mettiti alla mia ruota e stammi dietro…Avevo paura di partire troppo presto. Poi, alla fine, di essere rimontata. Per non sbagliare ho dato anche il colpo di reni.”

Dino Salvoldi, con la voce rotta dall’emozione, esalta la prova di tutta la squadra: “E’ accaduto tutto quello che avevamo previsto. Non per questo si può dire che sia stato un successo scontato. L’Olanda si è dimostrata una formazione ricca di talento, ma oggi le azzurre si sono dimostrate superiori. Propongo di cambiare il protocollo delle premiazioni, invece di far indossare la maglia iridata solo al vincitore sarebbe giusto, mai come in questo caso, che la indossassero tutte.”

Anche il presidente della Fci Cordiano Dagnoni è sulla stessa onda: “Vedere gioire tutta la squadra per le vittorie mondiali dimostra che il clima è cambiato: si lotta tutti per uno stesso scopo. Mi auguro che questo 2021 non finisca mai per le tante gioie sportive che ci ha regalato. Il ciclismo corre sulle ali del successo: dal quartetto alle Olimpiadi a questo mondiale… non vogliamo smettere di sognare.”

JUNIORES: Per Strand Hagens, norvegese classe 2003, è il nuovo campione del mondo Juniores. Alle sue spalle il francese Gregoire, invece l’estone Mihkeles ha regolato il gruppetto inseguitore che, nelle ultime centinaia di metri ha raggiunto il nostro Dario Igor Belletta che non ha avuto al forza di difendere il bronzo. Miglior azzurro Manuel Oioli, che ha chiuso al settimo posto.

DONNE JUNIORES: Zoe Backstedt regala la prima medaglia d’oro alla Gran Bretagna ai Mondiali 2021, battendo in una volata a due l’americana Kaia Schmid, bronzo per la tedesca Linda Reidmann brava a regolare una quindicina di atlete per il terzo posto. Per le azzurre, nono posto per Eleonora Ciabocco, 14esimo per Francesca Barale.

UNDER 23: L’Italia torna sul gradino più alto del podio negli Under23. Infatti dopo il successo di Samuele Battistella, nel 2019 nello Yorkshire (lo scorso anno la gara non si è disputata a causa della pandemia ndr) è la volta del 21enne Filippo Baroncini grazie ad un attacco a 5 km dal traguardo. Storico secondo posto per l’Eritrea con Biniam Ghirmay, terzo l’olandese Olav Kooij.

“È un sogno” le prime parole di Baroncini appena indossata la maglia iridata. E ancora: “E’ stato il finale perfetto di una giornata nervosa, per me e per tutti i miei compagni. Questa vittoria l’ho sognata tutta la vita”. Una tattica di gara perfetta: “Il mio attacco era programmato e tutto è andato secondo i piani. Sono senza parole. Dopo la fuga ho pensato solo ad andare, andare, andare, andare e vincere questa partita. Fortunatamente, tutto è andato bene”.

Baroncini
Baroncini in maglia iridata Under 23 (Bettini Photo)

Il bottino dell’Italia, regina di quest’edizione: tre medaglie d’oro (Filippo Ganna nella prova a cronometro, Filippo Baroncini nella prova su strada Under23, e Elisa Balsamo tra le donne) e una medaglia di bronzo nella mixed relay di Filippo Ganna, Edoardo Affini, Matteo Sobrero, Elisa Longo Borghini, Marta Cavalli ed Elena Cecchini.

Nelle foto: Elisa Balsamo vince il Mondiale Fiandre 2021, Baroncini in maglia iridata (Bettini Photo)