Alex Zanardi è tornato a casa “da qualche settimana”. Lo ha reso noto la moglie Daniela che, in un’intervista al sito di Bmw Motorsport, di cui Zanardi è ambassador, ha parlato delle condizioni del marito, spiegando come procede il percorso di riabilitazione.

“Siamo grati per tutti i messaggi ricevuti”, ha detto Daniela, “specialmente in occasione del suo 55esimo compleanno a ottobre, e per tutte le persone che nel mondo hanno dimostrato di avere Alex nei loro pensieri”.

Zanardi, da un punto di vista fisico, migliora, “recupera forza e tono nelle braccia” e, “dopo un lungo periodo a letto in ospedale, spende la maggior parte della giornata seduto sulla sedia a rotelle, riposandosi brevemente dopo pranzo nel pomeriggio”.

Dopo diverse operazioni, il percorso di recupero e guarigione “continua ad essere lungo” e “non è ancora possibile prevedere come si svilupperà”, precisa la moglie, ma “il programma di riabilitazione condotto da medici, fisioterapisti, neuropsicologi e logopedisti porta progressi costanti”. E sebbene non manchino “battute d’arresto”, Alex “si conferma un vero combattente”.

A costringere in ospedale il pilota e campione paralimpico per un così lungo periodo, i postumi (gravissime ferite subite alla testa e seri danni neurologici) dell’incidente, un frontale con un camion, occorsogli il 19 giugno del 2020, a Pienza, mentre con la sua handbike seguiva la staffetta di Obiettivo Tricolore, ultimo fra gli eventi che aveva pensato per il progetto Obiettivo3, creato per promuovere il ciclismo paralimpico.

Ritorni in cliniche specialistiche per procedere con la riabilitazione sono già programmati, ma intanto Zanardi, dopo un anno e mezzo di contatti limitati con i pochi familiari che potevano vederlo nell’ospedale (la moglie, il figlio, la mamma), può finalmente trovarsi di nuovo in un ambiente familiare con tutti i benefici che da ciò possono derivare.

Nella foto Alex Zanardi sul traguardo dell’Ironman di Cervia (Getty Images)