Con qualche mese d’anticipo rispetto a quanto aveva inizialmente programmato, Ilnur Zakarin ha deciso di appendere la bici al chiodo e salutare ufficialmente il ciclismo professionistico. Fermo da febbraio a causa dello stop all’attività agonistica imposto dall’Uci alla Gazprom-Rusvelo dopo lo scoppio del conflitto russo-ucraino, il trentaduenne di Naberezjnye Tsjelny ha scelto infatti di anticipare il grande passo e rendere immediatamente effettivo quel ritiro che aveva pianificato per fine stagione.

Professionista dal 2013, il russo chiude dunque la propria carriera con otto vittorie in bacheca, molte delle quali prestigiose visto che, fra queste, si possono annoverare la classifica generale del Giro di Romandia 2015, due tappe al Giro d’Italia (nel 2015 a Imola e nel 2019 a Ceresole Reale), una al Tour de France (nel 2016 a Finhaut-Emosson) e una alla Parigi-Nizza, oltre a due titoli nazionali a cronometro.

Scalatore capace, se in giornata, di notevoli exploit, Zakarin è stato anche in grado di concludere tra i primi dieci tutte e tre le grandi corse a tappe, un risultato di assoluto valore che l’ex Rusvelo, Katusha e Ccc è riuscito a conseguire in poco più di anno posizionandosi, tra il maggio del 2017 e il luglio del 2018, al 5° posto al Giro d’Italia, al 3° posto alla Vuelta Espana e al 9° al Tour de France.

Apparso lontano dalla miglior condizione nelle ultime stagioni (un solo piazzamento in top 3 conquistato tra il 2020 e il 2022), con appena tre giorni di gara messi assieme quest’anno, Zakarin ha maturato la decisione di chiudere ora la parentesi del professionismo ma di non abbandonare completamente il mondo del pedale: come annunciato via social, infatti, da qui in avanti l’ex corridore russo sarà impegnato nella gestione dell’Inex Club.

Il club, fondato a Cipro insieme ai connazionali Viacheslav Kuznetsov (suo ex compagno di squadra), Sergey e Konstantin Kudryavtsev, si pone come fine quello di “mettere gli amatori nelle giuste condizioni per praticare sport a livello professionale e misurarsi con obiettivi a lungo termine simili a quelli degli sportivi professionisti”, fornendo ai membri il supporto logistico-tecnico, le conoscenze, le competenze e la passione di chi, come Zakarin, per anni ha frequentato l’ambiente delle due ruote.

Ilnur Zakarin ai tempi della Katusha (Shutterstock)