Iniziativa collaterale de L’Eroica introdotta anni fa, il Registro delle Biciclette Eroiche è stato motivo di particolare soddisfazione per gli organizzatori nell’edizione di quest’anno. Ideato con lo scopo di raccogliere immagini, notizie e dati finalizzati alla creazione di un catalogo di mezzi storici a pedali, raccoglie bici che vanno dal primo Novecento al 1987, data limite individuata da L’Eroica quale inizio della modernizzazione delle biciclette.

“Un successo”, è il commento di Giovanni Nencini, che da quest’anno presiede la Commissione responsabile di questa specifica attività. “Abbiamo avuto presso la sede del Registro un afflusso continuo di persone che volevano registrare la propria bici. Tra l’altro quest’anno abbiamo fatto un grosso lavoro, dal punto di vista informatico, per facilitare la domanda d’iscrizione e per rendere più piacevole l’esperienza della registrazione. Sono stati tre giorni entusiasmanti”.

“Le biciclette censite nel Registro bici Eroiche sono più di 2.500 – spiega il figlio di Gastone, vincitore del Giro d’Italia (1957) e il Tour de France (1960) – e costituiscono un archivio digitale importante che appassionati e collezionisti possono consultare. Con una certa sicurezza posso affermare che nell’archivio sono presenti quasi tutte le marche, dalle più famose a quelle di artigiani locali e di limitata produzione. Anche il prossimo anno sarà possibile registrare le biciclette, a partire da Eroica Montalcino e, naturalmente, in occasione de L’Eroica a Gaiole in Chianti”.

Tutti possono iscrivere la propria bici, indipendentemente dalla partecipazione a L’Eroica. “Lo scopo del Registro è promuovere la cultura della bicicletta e del ciclismo”, conclude.

Tra i pezzi più apprezzati “la Bianchi Folgore che ha vinto poi anche il Concorso di Eleganza era sicuramente degna di nota. Perfetta in ogni particolare e dotata tra l’atro di una precisa documentazione storica. Un’atra bicicletta che mi ha colpito è stata una Marnati degli anni ’50 costruita da Umberto Marnati. Un esempio eccellente della qualità dei nostri telaisti, famosi in tutto il mondo”.

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