Il cicloturismo è in salute e se ne accorge anche il Bit Milano, la fiera interamente dedicata al turismo che ogni anno va in scena all’Allianz Mico con addetti ai lavori e pubblico tutti in cerca della prossima meta da promuovere o raggiugere.

Come ormai da tradizione, all’apertura dei padiglioni, si è svolta la presentazione (e il via libera alle candidature) della nona edizione del Green Road Award, l’Oscar italiano del cicloturismo, con Ludovica Casellati, presidente di giuria e ideatrice del premio, a illustrare le novità. A partire dalla location: la premiazione è infatti prevista per sabato 1° giugno, nel corso di un evento tra Lucca e Viareggio. In Toscana perché è la Regione che ha vinto l’anno scorso con la Ciclopedonale Puccini, la prima ciclovia musicata. E che pertanto, come le altre località premiate prima di lei, ospiterà a sua volta i tre giorni dell’evento conclusivo.

Alla presentazione dell’Oscar italiano del cicloturismo sono intervenuti, tra gli altri e oltre alla nutrita rappresentanza della Regione Toscana, Alessandro Bolis, vicedirettore commerciale, marketing e comunicazione Istituto per il credito sportivo, Maria Giaconia, direttore business regionale e sviluppo intermodale Trenitalia, Marina Lalli, presidente Federturismo Confindustria, Sebastiano Venneri, responsabile turismo di Legambiente, Ivana Jelinic ad di Enit. C’è tempo fino al 10 maggio per le candidature e le regioni possono proporre fino a due vie verdi.

Ed è proprio una ricerca a cura di Legambiente e Isnart a confermare la buona salute delle vacanze legate alla bicicletta: secondo il Rapporto Viaggiare con la bici 2023, infatti, fra cicloturisti ‘puri’ e turisti in bicicletta, si stima che nel 2022 siano state oltre 33 milioni le presenze in Italia, con un impatto economico superiore ai 4 miliardi di euro e un incremento costante del giro d’affari per i tour operator italiani specializzati.

Emerge invece dall’indagine Che cicloturista sei?, condotta da Fiab, Università dell’Insubria, Active Italy, Ciab) come l’intermodalità giochi un ruolo sempre più rilevante nello sviluppo del cicloturismo: ben il 71% dei cicloturisti abituali raggiungono le destinazioni utilizzando prevalentemente il treno, che viene usato anche dal 64% per spostarsi fra diverse località della vacanza, mentre l’88% del campione ritiene sia molto importante la possibilità di caricare le biciclette su treni e autobus.

Il cicloturismo, ricordano gli organizzatori del premio in una nota, contribuisce sensibilmente anche alla destagionalizzazione dei flussi turistici e alla scoperta di luoghi poco conosciuti: sempre dalla stessa indagine risulta che i cicloturisti abituali pedalano anche in autunno e inverno (rispettivamente 51% e 19%): circa l’80% di loro preferisce luoghi extra-urbani (collina, campagna, lungo i fiumi), ma un buon 68% ricerca il piacere della vacanza su due ruote anche nelle città e nelle aree urbane.

A margine della conferenza di presentazione del premio e visitando i padiglioni della fiera che si è chiusa ieri, abbiamo notato anche, oltre alla consueta presenza della stampa di settore, noti e meno noti influencer della bicicletta aggirarsi curiosando tra gli stand, tutti catturati dalle – tante, va detto – immagini che, nei video emozionali delle diverse località, suggerivano la vacanza a pedali come opzione concreta. Un invito che prosegue nelle tantissime brochure raccolte.

“Il turismo in bicicletta”, del resto, ha giustamente osservato, Casellati, “non si può più considerare un fenomeno di nicchia e questo accade anche grazie alla nostra iniziativa”. Così come, aggiungiamo noi, a quella delle tante realtà, dalla Fiab in giù, che raccontano e promuovono le vacanze a pedali e tutto il loro indotto. Post scriptum: e non era nemmeno gli unici. C’erano anche, per esempio, i turisti delle avventure in moto e le loro testate di riferimento. Ma questa è tutta un’altra storia.

(Courtesy: Bit Milano)

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