Come si può leggere sul cartello posto sulla sua sommità, il Balenberg non è certamente una di quelle erte dove si rischia di andare in debito d’ossigeno, visto che la sua altitudine è di poco superiore ai 30 metri sul livello del mare. Si tratta dunque, sostanzialmente, di un’ondulazione del terreno appena accennata, un morbido “zampellotto”, niente di insormontabile eppure, per qualcuno, sufficiente a sviluppare le proprie gambe per diventare uno dei più grandi di sempre.

La maglia iridata di Sven Nys

Sven Nys infatti, ritenuto universalmente una delle leggende del ciclocross, sin dalla tenera età, a forza di scalarlo e ridiscenderlo, ha “arato” il Balenberg facendone il proprio playground personale ed è lì che, giorno dopo giorno, ha affinato quelle abilità tecniche e quella sensibilità che, negli anni, gli hanno permesso di conquistare 2 titoli e altre 7 medaglie mondiali da élite, 9 allori nazionali e 6 Coppe del Mondo nella disciplina. Fin da giovane, dunque, questa collinetta ha rappresentato qualcosa di speciale per il “Cannibale di Baal” a tal punto che poi, quando si è presentata l’occasione, egli non ha esitato ad acquistare i terreni di cui fa parte e imprimerci ancor di più il suo marchio trasformandola in una vera e propria mecca del fuoristrada. È questo ciò che lo Sven Nys Cycling Center è oggi, non solo un luogo in cui rivivere (grazie al museo dedicato) le gesta del classe 1976 e ristorarsi all’aria aperta (attraverso il menù preparato dall’Eetcafé Velo) ma, soprattutto, una palestra per coloro che vogliono cimentarsi per la prima volta, migliorarsi o allenare in maniera intensiva le proprie doti nell’offroad.

Thibau Nys in azione

Al SVCC per questo non manca nulla e tutto è stato studiato per venire incontro alle esigenze di ogni tipo di praticante che, in qualunque momento dell’anno, può recarsi in loco e usufruire dei tanti servizi messi a disposizione dal centro. Tra questi vi sono docce, spogliatoi, armadietti, noleggio e lavaggio bici ma anche possibilità di organizzare corsi di gruppo con insegnanti qualificati, attività per i più piccoli e, soprattutto, l’occasione di misurare in autonomia le proprie abilità lanciandosi a piacimento sul tracciato di BMX-freestyle, su uno dei tre circuiti per MTB o CX presenti nei dintorni, sul percorso del famoso GP Sven Nys (gara di ciclocross che si corre qui ogni 1° gennaio) o sul rock garden o la dirty line poco lontani.

La Dward door het Hageland

In sostanza, la struttura edificata da Sven (da diverso tempo frequentata con successo anche dal figlio Thibau) mette sul piatto l’opportunità di diversificare i propri allenamenti in maniera pressoché sterminata muovendosi nel raggio di 3-4 chilometri ma non solo poiché la vetta del Balenberg costituisce un comodo punto di partenza per innumerevoli (e più lunghe) scorribande nell’Hageland. Che siano per mountain bike o per bici gravel, gli itinerari per vivere intere giornate tra fango, polvere, singletrack, sentieri sterrati nei boschi e serpentine lungo campi coltivati e lievi alture si sprecano in questa parte delle Fiandre. Si può scegliere se indirizzarsi a sud verso Lovanio (distante una ventina di chilometri), a nord verso Berlaar o Westerloo oppure a est e, attraverso quelle che sono state ribattezzate le “Strade Bianche del Nord” (note anche per essere teatro della Dward door het Hageland, corsa professionistica vinta quest’anno da Gianni Vermeersch), arrivare a Diest, dominata dalla sua cittadella fortificata di origine ottocentesca.

Andando ancora più in là e sconfinando in Limburgo, gli amanti dell’offroad possono poi trovare pane per i loro denti inoltrandosi anche nel lussureggiante Parco nazionale Hoge Kempen, una distesa di 12 mila ettari di foreste e brughiere che al suo interno, fra dune di sabbia, ex siti minerari e laghi, nasconde un dedalo di strade e stradine immerse nel verde in grado di ripagare adeguatamente gli sforzi fatti per raggiungere questo angolo del Belgio orientale.

(Foto di Federico Guido, la foto di Thibau Nys è di Shutterstock)

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