Marco Saligari e Marzio Bruseghin hanno effettuato una ricognizione sul percorso lungo della Monte Grappa Cycling, gara riservata a cicloturisti e amatori in programma domenica 7 settembre con partenza e arrivo a Seren del Grappa.

Esaminando a fondo le caratteristiche del tracciato, i due ex corridori professionisti, entrambi molto forti in salita, sono stati letteralmente rapiti dalla bellezza del percorso sia dal punto di vista tecnico che paesaggistico.

Protagoniste assolute della Monte Grappa Cycling saranno infatti rampe dure e scenograficamente indimenticabili che passando attraverso boschi, pascoli, malghe, testimonianze di guerra e panorami meravigliosi sulla pianura veneta e le vette bellunesi, porteranno gli appassionati delle due ruote a scalare per ben due volte il Monte Grappa.

Il percorso lungo sarà caratterizzato da due salite in particolare: l’ascesa da Seren del Grappa a Col Buratto/Forcelletto (17,5 km con una pendenza max del 20%) e la salita Generale Gaetano Giardino per Campo Croce da Semonzo del Grappa a Cima Grappa (19 km con una pendenza max del 14%).

“Sarà come fare una doppia cronoscalata” afferma Bruseghin. “La prima salita della Valle di Seren è senza dubbio la più dura. Poco conosciuta al grande pubblico del ciclismo ma davvero bella: molto varia tecnicamente e con panorami mozzafiato. La salita ideale per i ciclisti che amano le pendenze estreme. Si inizia con un tratto abbastanza dolce, poi la strada comincia a salire senza dare tregua per tornare pedalabile a pochi chilometri da Forcelletto.”

Dal centro di Seren del Grappa si seguono le indicazioni per Valle di Seren. Si entra in Val Stizzon e la si risale per circa 5 chilometri fino a passare un ponte da dove ha inizio la salita. La strada ricavata da una mulattiera ne eredita le caratteristiche: strappi con pendenze elevate e carreggiata molto stretta. Da Pian della Chiesa la strada procede con pendenza moderata, poi inizia lo strappo più lungo e impegnativo. Due chilometri al 15% di media, ma con un tratto finale che sfiora il 21%. La chiave per superare indenni questa salita è tutta qua, in questi due chilometri.

[1;45] “Bisogna affrontarla con parsimonia, senza lasciarsi prendere dall’entusiasmo, prestando molta attenzione alla scelta dei rapporti. Ai meno allenati consiglio un 28” suggerisce il Commissario Saligari. “Si tratta di una salita inedita, emozionante e suggestiva, spero la scopra presto anche il Giro d’Italia.”

La seconda salita, da Semonzo del Grappa a Cima Grappa, che ripercorre una vecchia strada militare, ha una pendenza meno severa e darà ai partecipanti la possibilità di misurarsi sullo stesso terreno su cui hanno gareggiato i professionisti durante la cronoscalata dell’ultima corsa rosa. “Un confronto utile a capire la propria condizione di atleta” continua Bruseghin.

Realizzata nel 1918 per disposizione del Generale Gaetano Giardino, comandante dell’armata del Grappa, è la strada d’allenamento preferita da ciclisti di tutte le categorie e una delle salite più gettonate dal Giro d’Italia negli ultimi anni: nel 2010 è stata il fulcro della tappa Ferrara-Asolo mentre quest’anno ha ospitato la cronoscalata vinta da Nairo Quintana.

“Questa è in assoluto una delle salite più belle e difficili delle Prealpi e non ha nulla da invidiare alle grandi salite alpine. Non è facile trovare valichi con 1500 m di dislivello e con pendenze medie come questa” dichiara Saligari. “Una volta arrivati in vetta sembra quasi di essere in cima al mondo e la pianura sembra veneta si perde all’orizzonte: un’ emozione unica che lascia il segno.”

[2;45] In cima alla leggendaria Cima Grappa (1775 m) la Monte Grappa Cycling sfilerà davanti al Sacrario Militare del Monte Grappa costruito nel 1935, uno dei principali ossari della Prima Guerra Mondiale.

“A livello chilometrico sembra un percorso corto (114 km), ma il dislivello e la severità delle salite renderanno la Monte Grappa Cycling una corsa molto impegnativa” conclude Bruseghin. “L’unica possibilità di riprendere fiato e alimentarsi per i ciclisti è la prima discesa verso Semonzo. Fondamentale avere rapporti adeguati ai lunghi tratti sopra il 20% di pendenza e non farsi distrarre dal panorama!”

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