La soglia e’ soglia, per cui la si allena come quella di potenza muscolare ( FTP- CP ECT.) visto che vanno parallele come due binari dei treni.
 
In questo periodo “speciale – pre gara ”  sara’ utile incominciare a coltivare quelle tremende sensazioni che faranno nella competizione il nostro vangelo di soffrire e resistere a tutti i costi per non perdere il “treno”.  Ma la soglia del dolore cos’è? Facile direte voi: chi non la conosce cosi’ bene come gli atleti di sport di resistenza, dove tutto e’ al limite dei nervi e dell’autoanalisi profonda tra sacrificio e valore di questo sacrificio. La soglia e’ quel momento dove il nostro corpo si cerca di difendere per mantenere l’omeostasi , cioe’ quello stato che e’ normale di salute e che il nostro organismo non vuole perdere visto che ci ama sempre tanto, ma non lo sappiamo… Il nostro corpo non capisce la differenza tra divertimento e dolore, per esempio da trauma. La “mente” deve scindere il giusto dal troppo,  ma anche crescere di autostima delle proprie capacita’ nella sopportazione del dolore fisico e quindi muscolare e respiratorio. La gara e’ la gara, dove tutto e’ avvolto nella magia di condividere la nostra passione con la voglia di vincere le nostre paure e sentirci attori avvolti in questo magico Mondo dove ogni volta che perdi la “testa” ti guardi di fianco, indietro e trovi nella sofferenza di chi vive con te quei momenti la forza per combattere finche’ l’energia chiamata glocogeno non ti dice: stop.

Allenarsi non vuol dire ogni giorno ritornare a casa sfatti, ma solo mettere nelle metodiche applicate dei momenti dove ricerchi il tuo limite su una salita o in una volata.

La mente e’ una grande macchina che nella sua complessita’ ragiona a scomparti emozionali e fisiologici: dobbiamo far si che questi passaggi tra limite del giorno e limite “programmato” diventino reali e abitudinari. Ricordo che tutti soffrono, si soffre tutti alla stessa maniera, l’organismo risponde sempre ad ogni stimolo con lo stesso adattamento.
Chi vince allora? Chi impara a soffrire, chi impara a controllare la sofferenza, ma sopratutto chi si allena a distinguere nella sofferenza il normale dal troppo, e quando si soffre e’ sempre difficile ragionare e prendere “lucide  decisioni”. Segreti nello sport ce ne sono tanti, ma spesso sono solo nella nostra mente, nascosti nelle nostre paure di chi ha paura del male e della sofferenza, ma anche nella vergogna di perdere il nome e la stima….
Un’ultima battuta sul TSS, il Training Stress Score: in chiave “moderna” ci dice all’incirca cosa abbiamo fatto, un valore innovativo, il calcolo matematico segna un paramentro di confronto, ma e’ solo un calcolo fittizio: alla fine siamo noi Atleti che dobbiamo capire chi siamo oggi, cosa vogliamo domani e cosa vogliamo nella nostra vita, cioe’ in quel sistema fatto di tanti compromessi.

Alessandro Schiasselloni