Ormai è un classico. Si lascia tutto per un periodo, più o meno lungo, e si va alla ricerca di esperienze che ti possano aiutare ad avere una prospettiva diversa. E, magari, aiutare a conoscere meglio te stesso.
 
E’ forse con questa finalità che Giovanni Andrea Panebianco, insieme agli amici Ferdinando Bisleti e Matteo Colizzi, per il terzo anno di fila (dopo Mongolia e Corsica) hanno scelto di vivere in sella a una bicicletta un viaggio-avventura indimenticabile. 14 giorni, 928km totali (di cui oltre 300 in un deserto spettrale) e tutto il silenzio profondo dell’Islanda. Una terra fredda, ma meravigliosamente bella, affascinante e ricca di sorprese. Dal fuoco al ghiaccio, dal gelo ai geyser, dalle cascate ai terribili venti che soffiano oltre i 100km orari. Insomma, una vera impresa, per portare se stessi al limite lungo la Spregisandur, che in italiano significa la Strada dei Banditi. Un nome che è tutto un programma e, certo, non mette a proprio agio.
 
“Abbiamo dovuto affrontare 25km spingendo a braccia, coi 30 kg dei mezzi, a causa della friabilità del terreno – racconta Giovanni Andrea Panebianco – poi però lo spettacolo che si gode nell’attraversare quei luoghi, se pur impervi, ripaga delle fatiche estenuanti”

 
La meta del prossimo anno? Chi lo sa, ma Giovanni Andrea e i suoi amici sapranno sicuramente stupirci ancora…

Luca Gregorio

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