Un giro assolutamente unico, che restera’ per sempre scolpito nel mio cuore di cicloturista. Un film lungo 110 km,  con 2550 metri di dislivello,  dove la Natura è protagonista assoluta.

Una  magnifica giornata in bici ; la fatica, le  emozioni, la compagnia e la cornice ambientale  di questa incredibile isola,  mi lasciano qualcosa che  resterà sempre con me. 35 km di salita, lunghissima,  discontinua, a  tratti molto impegnativa, con punte sopra al 15% che,dal piano terra dell’ oceano, porta ai 2000 metri della montagna che sovrasta l’ intera isola. Sembra di toccare il cielo azzurro e limpido, dentro un orizzonte  infinito.

[2;95]Si inizia in falsopiano, con vento leggermente contrario; i preziosi consigli di Marco Velo, ed anche qualche  sua leggera spinta ( non richiesta, ma molto gradita), tanto per carburare. Il rosso della roccia, il bianco  abbagliante dei piccoli borghi attraversati, persi nella profondità dei canyon. Piante grasse,  palme e  ciuffi di erba, pareti a strapiombo, stretti tornanti per prendere quota.

Ci imbattiamo anche in qualche tratto di strada dal fondo ghiaioso e tormentato, che,a queste latitudini, sono una vera rarità. La salita non sembra finire mai e poi eccoci  finalmente davanti al famoso “roque nublo”che si innalza solitario ed imponente sopra la linea della montagna. Ancora qualche chilometro  pedalabile,  gli ultimi, tra fitti boschi di sempreverdi e mandorli in fiore, e poi, quasi allo sfinimento, ma  sicuro di raggiungere la vetta, una profonda gioia mi pervade, cancellando di colpo quasi tutta la fatica. Mi sento libero e  leggero, nonostante i chili di troppo , sollevato dal”peso “che mi portavo dentro.  Arrivare  qui al pico de las nieves  a 1949 mslm , dove mai  pensavo di potere arrivare in bici, soltanto con le mie (povere) forze e’, per me, felicità allo stato puro.

[1;75]Osservando i miei compagni di pedale, così magri e tirati, frullare come forsennati, Alessandro  Ballan che  mi sfila a velocità assurda  a 2 km dalla vetta e saluta sorridente ,fresco come rosa di maggio,( partito quasi 90 minuti dopo), capisci  che la bici possiede qualcosa di magico. Ha la capacità di accomunare le diversità e, renderci, per un  solo attimo, tutti, senza distinzione, parte dello stesso disegno,  componenti della stessa squadra. Anche chi , come me, è proprio all’ ultimo gradino della scala. Ed allora, al di là dei panorami, del clima, delle medie e del rapporto peso/potenza, sono quei piccoli gesti che vivi durante il viaggio sulla strada, un sorriso , un incoraggiamento,  una battuta, che mi scaldano il cuore e mi fanno stare bene.

E dopo la foto di rito, la discesa controllata, l’ arrivo sulla costa, ecco che il gruppo libera, finalmente la bestia agonistica che alberga in tutti noi , scatenandosi a velocità folle, tanto da farmi pensare che il mio computerino fosse guasto. Per me dura abbastanza chilometri, fino al primo zampellotto che, inesorabile, mi riporta alla realtà. E allora via con il rapporto da maestrina a sciogliere le gambe gonfie di acido lattico e a progettare già la prossima trasferta qui. Perché qui, l’anno prossimo ritornerò, con la bike academy di Davide Cassani. Oggi,però una bella giornata di scarico, soltanto spiaggia e sole, con la segreta speranza di vincere  nella riunione serale, la bellissima maglia nera in palio ogni giorno. Tanto quella tricolore è già nel cassetto, al sicuro.

Graziano Majavacchi

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