Tra i benefici dell’utilizzo della bicicletta la salute è certamente uno dei più importanti. A parlarne Francesca Racioppi, direttrice del Centro europeo ambiente e salute dell’Oms, in occasione della seconda giornata di lavori di MobilitARS, il ciclo di incontri organizzato da Bikenomist in partnership con il gruppo Selle Royal.

Intervenuta in collegamento da Bonn – dove ha raggiunto in bici il suo ufficio con una temperatura esterna di -10° – Racioppi ha parlato degli effetti sulla salute della mobilità attiva e di come “in seguito alla pandemia ci si muove all’interno del quartiere, ci si sposta maggiormente a piedi e in bicicletta”.

L’accademica ha recentemente contribuito a uno studio internazionale con un professore dell’Università di Oxford, condotto su 2mila cittadini europei, che dimostra l’impatto della riduzione della Co2 basato sul cambiamento degli stili di vita in città: ciò che è emerso è che “basta sostituire anche un solo viaggio al giorno in automobile con spostamenti a piedi o in bicicletta per ridurre di  mezza tonnellata nel corso di un anno l’impatto delle emissioni di Co2”. Ulteriore evidenza l’aumento del numero di casi di chi sceglie la bici o di spostarsi a piedi in alternativa all’utilizzo dei mezzi di trasporto e non lo fa soltanto, dunque, per compiere l’ultimo kilometro del percorso programmato. Una pratica che suggerisce, a suo avviso, la persistente strategicità di puntare, per un’amministrazione, sulla mobilità alternativa e non soltanto sull’elettrificazione dei motori per perseguire la sostenibilità dei trasporti pubblici.

Sono simili evidenze, frutto dell’esperienza quotidiana così come dell’osservazione attenta della realtà, che dimostrano, peraltro, come non sia certo l’utilizzo (figurato) della “clava” contro l’automobile la più intelligente modalità di promuovere l’uso della bicicletta. Molto meglio “creare sistemi che contribuiscano a rendere l’utilizzo di forme alternative al trasporto tradizionale più economico, assicurando minori tempi di trasferimento”. È anche così che si costruisce una città “più a misura d’uomo”, secondo Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari nonché delegato Anci al trasporto pubblico locale e al traffico urbano, intervenuto anch’egli in occasione della seconda giornata di lavori di MobilitARS, citando il caso della città che amministra e ricordando come, “anche con poche risorse ma mettendo buone idee in campo” si possono “cambiare gli atteggiamenti e le abitudini delle persone”.

Poi è toccato a Filippa Lagerback, nota conduttrice e influencer delle buone pratiche sostenibili, mettere in campo la sua di esperienza in qualità di testimonial della mobilità dolce, uno stile di vita già abbracciato in Svezia, dove è nata, e riscoperto in Italia, da madre, portando la figlia a scuola in bici. Anche secondo Lagerback non è affatto il richiamo in negativo la via migliore per promuovere le buone pratiche. Meglio “aiutare con messaggi positivi e gentilezza, è il metodo più efficace”, quello che sposa nel suo impegno quotidiano per “divulgare la bellezza e le cose che funzionano”, puntando l’attenzione “non sui problemi, ma sulle soluzioni”. “Chi prova la bicicletta”, ricorda Filippa, “ne scopre subito i benefici, per esempio, aiuta a scoprire in città nuovi luoghi e spazi e ti permette di incontrare le persone”.

Tra gli altri relatori di giornata anche Matteo Colleoni, delegato della Rettrice per la sostenibilità e mobility manager di Università Milano Bicocca che ha contribuito a delineare proprio i tratti del ruolo del mobility manager facendo l’esempio del quartiere dove sorge l’Ateneo e dove, insieme ai mobility manager di Cnr, Deutsche Bank, Ing, Pirelli Prometeon, Prysmian e Philips ha dato vita a un coordinamento per promuovere una mobilità di quartiere più sicura e sostenibile. Circa 200 le persone connesse durante la mattinata di lavori, un migliaio le visualizzazioni nelle 24 ore successive, il prossimo appuntamento è per mercoledì 17 febbraio. Il programma e l’elenco dei relatori di giornata sono consultabili sul sito dedicato all’evento.

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