Articolo pubblicato su BIKE Volume 3, edizione Winter gennaio-marzo 2021

La bicicletta come mezzo e non come fine. Questa la filosofia del pedale che muove la Regione Marche fin dalla rinascita post sisma. Un progetto, quello partito nel 2016, che permette al viaggiatore di andare alla scoperta di tutte le emozioni e i prodotti che la regione offre. Un unico viaggio nel quale si possono ammirare bellezze naturali e opere d’arte che costellano i 24 percorsi ciclabili attraverso 130 comuni per circa 2mila chilometri. In questo contesto straordinario c’è praticamente tutto: mare e montagna, laghi e gole, cascate e grotte. E ancora: percorsi tematici e attività organizzate in maniera impeccabile, costantemente aggiornati attraverso il sito www.marcheoutdoor.it o via app, con il coinvolgimento delle strutture ricettive e servizi dedicati a chi pedala.

È un’enorme tavola imbandita dalla quale gustare ciò che più ci piace. La varietà dei tracciati asseconda i gusti di tutti: biker e ciclisti. Qui riproponiamo alcune delle mete contenute nei cinque percorsi Rebirth che prendono il nome dalle cinque province marchigiane e partono dal mare addentrandosi verso le montagne. Nei mesi più freddi è bene rimanere sulla costa con tracciati composti da strade asfaltate e bianche, ideali per le bici gravel.

Il Pesaro Rebirth attraversa borghi medievali come Gradara, con la reminiscenza della storia d’amore tra Paolo e Francesca, le pendici boscose del Monte Catria, dove si può ammirare l’abbazia di Santa Croce di Fonte Avellana, e la bicipolitana di Pesaro. Da Fossombrone poi, dopo una trentina di chilometri, si raggiungono le porte di Urbino. La città rinascimentale per eccellenza ha dato i natali a Raffaello Sanzio e ha ospitato una nutrita schiera di artisti, uno su tutti Leonardo. Il Palazzo Ducale è sede della Galleria Nazionale delle Marche. Tanti gli scorci paesaggistici che restano nella memoria, tra i quali la Gola del Furlo. Immancabile poi una sosta a Pergola, con i Bronzi di Cartoceto e il celebre tartufo bianco, da assaporare in una delle tante ricette proposte.

L’Ancona Rebirth unisce, in 103 chilometri, mare, natura e cultura. Si parte da Numana e si sale attraverso il Parco Naturale del Monte Conero. Il percorso ha 1200 metri di dislivello e richiede una buona preparazione fisica. Si raggiunge Jesi, nell’entroterra, quindi si ritorna verso la costa in un continuo saliscendi che porta a Osimo, cittadina cinta da potenti mura romane. In cima al colle spicca la Cattedrale di San Leopardo dalla quale parte la città sotterranea. Al rientro a Numana ci si può ritemprare con un piatto di moscioli, le cozze selvatiche del Conero. Lungo 80 chilometri di strada asfaltata si possono percorrere anche i dolci declivi delle colline, terre del Verdicchio e dei castelli.

Macerata Rebirth parte da Civitanova Mare e, in 44 chilometri, permette di immergersi nella storia attraverso le numerose abbazie di epoca romanica. Interessante percorso che si può imboccare dall’anello, è quello che da Montelupone, tra i borghi più belli d’Italia, porta a Recanati dove si possono ripercorrere le tracce di Lorenzo Lotto e la storia di Leopardi nella sua casa natale.

Fermo Rebirth richiede una buona preparazione. Il percorso più semplice prende il via da Porto San Giorgio e attraversa la splendida città di Fermo, con la rinascimentale Piazza del Popolo dove si trova il cinquecentesco Palazzo dei Priori che ospita la Pinacoteca Civica con importanti dipinti di scuola veneziana e marchigiana, la Natività del Rubens e la Sala del Mappamondo. Inoltre meritano una visita le Cisterne Romane del I secolo, le più grandi in Italia con ben 2.200 metri quadrati di estensione.

Ultima proposta quella di Ascoli Rebirth, nella, la provincia più a sud delle Marche. Punto di partenza Grottammare, con le Logge, l’annessa pista ciclabile di 16 chilometri della Riviera delle Palme e la passeggiata fino al borgo medievale di Grottammare alta. Si passa poi per Offida, con la spettacolare chiesa di Santa Maria della Rocca. Alla fine del tour di 84 chilometri un bicchiere di Falerio o Rosso Piceno Superiore insieme alle tradizionali olive all’ascolana sono un must.

Nella foto Urbino (Courtesy Marche Outdoor)

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