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Articolo pubblicato sul volume 4 di BIKE, edizione spring, aprile-giugno 2021

A scuola di libertà ci si può andare in sella ad una mountain bike. Se non ci credete, chiedetelo a Tony Severo, asso del microfono di 105 Friends e direttore creativo della sua casa di produzione Beemedia, che da quando è tornato a pedalare non si è ancora fermato. Campano di Portici ma milanese d’adozione, comincia a smanettare come radioamatore a metà anni Settanta: è l’alba del boom delle radio private e delle emittenti locali quando Claudio Cecchetto lo sorprende a Radio Deejay; ed è in quel preciso momento che Severo realizza come dalle prime artigianali esperienze, “nate quasi in maniera ludica ma presto diventate passione”, avrebbe potuto ricavare la sua professione.

Dopo la ‘scuola’ Deejay e qualche anno a Rtl 102.5, Tony sbarca a Radio 105, “quella che più mi assomiglia”, confessa a BIKE, “un’emittente che mi lascia libero di esprimermi e portare in onda ciò vedo”. Al suo fianco, dal 2000, Rosario Pellecchia: “Ma io lo evito, spengo la cuffia quando parla”, scherza prima di ammettere che l’affiatamento professionale con Ross è ormai così consolidato che “se faccio una pausa è perché so che lui sta per intervenire”. Un gioco di squadra, la radiofonia, che si condensa in due ore di diretta, ma presuppone lavoro costante, “ventiquattrore su ventiquattro a osservare il mondo e pensare come raccontarlo”.

Le prime volte in sella riconducono Tony, che quest’anno compie sessant’anni, all’infanzia, quando papà gli insegnava a pedalare, e in vacanza insieme ai fratelli. Giunto a Milano, a nove anni, alle due ruote preferisce il calcio: “Abitavamo vicino al Parco delle Basiliche, che non era molto raccomandabile, a quel tempo era un luogo di spaccio, e noi giocavamo in cortile”. La riscoperta a quarant’anni, a Finale Ligure in provincia di Savona, recuperando dai postumi di un infortunio capitatogli sciando. La sua prima mountain bike una Olmo colorata: “Ho scoperto che potevo andare dove volevo, percorrere kilometri e kilometri e raggiungere luoghi per me inavvicinabili immersi nella natura”. È scoccata una scintilla.

Oggi è differenziato il parco bici di cui dispone Severo, che pratica downhill ed enduro ma è allergico agli impianti di risalita. Quattro anni fa la scoperta dell’elettrica grazie a una Mondraker motorizzata Bosch, anche se la sua preferita rimane la Cannondale Scalpel con mono-ammortizzatore Lefty Ocho. Poi ci sono delle Cube e un paio di bici da città. Preparato dal punto di vista della meccanica e della tecnica di guida, agli amici che si avvicinano per la prima volta alla mtb consiglia sempre di seguire una scuola prima di salire in sella: “Come ho fatto io, perché un conto è pedalare in salita, ma è quando devi scendere che viene il bello…”.

Quando pedala Tony ama “girare da solo”, in tutta libertà, senza vincoli di orario né un monte prestabilito di kilometri da percorrere. Solo mete pianificate la sera prima consultando una miriade tra forum e siti delle più disparate associazioni. “Sono cinque ore tutte per me, anche quando mi capita di pedalare in gruppo”. Al rientro a casa, chiedetegli cosa ha visto, non quanto forte sia andato. A lui piace così: “La mountain bike è bella perché è attenzione e riflessione al tempo stesso”, spiega. “In certi momenti esige concentrazione massima, e un istante dopo ti riporta fuori, è un’attività incredibile di ricreazione”.

Oltre alla Liguria, che oggi è un vero e proprio Eldorado delle ruote grasse, Severo ama il Triangolo lariano. Appena fuori Milano, quando ha poco tempo, si diverte lungo la Martesana oppure, se il tempo a disposizione è maggiore, in provincia di Lodi e sulle colline di San Colombano, che gli ricordano la Toscana. In Val d’Orcia è riuscito a portare, la scorsa estate, sua moglie Valentina per la prima volta in sella a una mtb elettrica su percorsi impegnativi. “È una grande sportiva, ma all’inizio aveva paura di un po’ di ghiaietta: con pochissimi suggerimenti siamo giunti a percorrere 50 kilometri al giorno tra boschi e vigne e si è divertita parecchio”. Senza mai andare, peraltro, come recitava, il primo programma radiofonico condotto da Tony Severo, Fuori giri.