Regole certe per l’uso dei monopattini elettrici. Il tema è tornato d’attualità in questi giorni, dopo il drammatico incidente mortale che ha coinvolto un tredicenne a Sesto San Giovanni alle porte di Milano. Ogni ipotesi all’origine del sinistro è al vaglio degli inquirenti, compresa l’eventuale manomissione del mezzo.

In buona sostanza si discute ancora di quanto già suggerito dal presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani a luglio in audizione alla commissione trasporti della Camera: regime di omologazione per i costruttori, obbligo di targa per l’identificazione, di assicurazione sulla responsabilità civile verso terzi e casco.

E se la formazione per un uso responsabile è quanto mai opportuna per tutti c’è anche chi, come Confarca, l’associazione di categoria delle autoscuole, in questi giorni è tornata a chiedere l’introduzione di un patentino, anche per i minorenni.

Dopo la morte del giovane, il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano ha intanto firmato un’ordinanza che prevede obbligo del casco e limiti di velocità a 20 km all’ora sulle piste ciclabili e 5 nelle aree pedonali per i monopattini elettrici.

Anche il primo cittadino di Firenze aveva chiesto, poco tempo fa, dopo un incidente mortale che aveva coinvolto un giovane in monopattino, l’obbligatorietà di casco, assicurazione e targa, dicendosi pronto a firmare una nuova ordinanza in assenza di regole certe.

Sono cinque i decessi verificatesi in Italia da inizio anno per sinistri avvenuti su monopattini elettrici. E il tema di come prevenire la facilità con cui si possono manomettere simili mezzi, riconfigurando le centraline per ottenere prestazioni superiori rispetto a quelle con cui vengono messi in commercio, è tornato d’attualità. Così come quello relativo alla commercializzazione in rete di prodotti non in linea con i limiti di velocità stabiliti.

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