Articolo pubblicato su BIKE Volume 5 edizione Summer luglio-settembre 2021

Così come è stato per le autovetture e le moto, anche il mondo delle biciclette vira verso l’Abs. Le ‘pedelec’ (che significa pedal electric cycle, ovvero la tipologia di biciclette elettriche oggi più diffuse) hanno visto evolvere in pochi anni prestazioni e peso. Tra le conseguenze, non è un segreto, l’aumento degli incidenti. Il 58% delle cadute che coinvolgono e-bike si verificano proprio durante la frenata. Chi utilizza la bici elettrica nella quotidianità può facilmente comprendere di cosa si tratta: talvolta è sufficiente sfiorare una riga bianca a terra o il fondo umido della carreggiata per perdere il controllo. Cause di caduta, nel 39% dei casi, è il bloccaggio della ruota anteriore, mentre nel 25% si tratta di perdita di equilibrio.

L’utilità dell’Abs è proprio quella di aumentare l’aderenza in fase di frenata, specialmente se brusca, impedendo il bloccaggio della ruota anteriore. La naturale evoluzione verso l’inserimento di serie del sistema, purtroppo, però, non è così semplice. Perché non può essere montato post-produzione e la tecnologia comporta ancora costi elevati, circa 500 euro a impianto, andando a incidere significativamente sul prezzo finale di vendita. Sul mercato due aziende producono Abs per e-bike. Bosch, forte di oltre 40 anni di esperienza nel settore, che ha sviluppato il proprio sistema basandosi su quello per moto, e l’italiana BluBrake.

Nel caso di Bosch, il dispositivo evita il bloccaggio della ruota anteriore combinandolo con il limitatore di sollevamento della ruota posteriore. Su fondi scivolosi il sistema regola la pressione del freno anteriore così da mantenere la guida stabile. È composto da una centralina, una spia integrata sui display Kiox e Nyon, due sensori di velocità sulle ruote, un freno Abs Cme Magura, un disco e un sensore Abs. Il dispositivo pesa circa 800 grammi e si attiva per velocità superiori ai sei kilometri orari. Pensato principalmente per le e-bike da città, da cicloturismo e da trekking, l’Abs Bosch viene utilizzato, per esempio, da Advanced, Ktm, Centurion, Riese und Müller e Pegasus. Secondo una stima di Bosch, se tutte le pedelec fossero dotate di Abs, sarebbe possibile evitare fino al 29% degli incidenti.

BluBrake, azienda italiana fondata nel 2015 da un team multidisciplinare di alto livello, fa parte del gruppo e-Novia, e ha sviluppato e brevettato il primo e unico Abs per e-bike e per le più veloci s-pedelec (o speed pedelec, quelle che superano i 25 km orari). Completamente integrato nel telaio e universale, BluBrake serve anche il mercato, in crescita, delle e-cargo bike. Anche in questo caso il sistema agisce sul freno anteriore, controllando l’azione ed evitando il blocco, limitando al tempo stesso il sollevamento della ruota posteriore. Quattro gli elementi chiave: un attuatore elettro-idraulico, che si collega all’impianto frenante; un’unità di controllo, collegata alla batteria; un sensore che misura la velocità 100 volte al secondo, rilevando il rischio bloccaggio della ruota; un’interfaccia che mostra le informazioni principali. Controllando in modo continuativo la pressione idraulica del freno anteriore, l’Abs BluBrake interviene garantendo una frenata fluida e maggiori stabilità e manovrabilità.

“L’Abs BluBrake non è solo un sistema che impedisce il bloccaggio della ruota anteriore e di incappare così in brusche frenate, ma una tecnologia in grado di fornire un’esperienza di guida più sicura e gradevole, per garantire a ogni ciclista, anche quelli meno esperti, massima fluidità nell’utilizzo del mezzo”, racconta a BIKE Fabio Todeschini, fondatore e general manager di BluBrake. Ad adottare il sistema, tra le altre aziende, anche Bianchi sulla serie e-Omnia, una partnership tutta italiana nel segno di sicurezza, innovazione e design.

Blubrake Abs