Oltre 3mila chilometri fino ad Amsterdam partendo da Rivolta d’Adda (Cr) e facendo ritorno in Italia ma in provincia di Nuoro. Per amore della bicicletta e non solo di quella. È la curiosa storia di Luca Strepparola, che è partito da casa lo scorso luglio, in sella alla sua bici da gravel, per andare alla scoperta dell’Europa e di città che sono per tutti un riferimento nella cultura della mobilità sostenibile.

Lasciata l’Italia passando per Milano e Domodossola, Strepparola ha attraversato la Svizzera e la Germania, Friburgo e la Foresta nera, prima di dirigersi verso l’Olanda. Al ritorno, tra le altre città visitate, Maastricht nel Limburgo e in Belgio Bruxelles, poi le Ardenne e il Lussemburgo, la Francia, dall’Alsazia giù fino a tornare in Italia per il Moncenisio e lungo la Valle di Susa e ancora fino Genova, dove ha preso il traghetto per Olbia (“pedalò non ce n’erano”, scherza).

Ci ha impiegato circa un mese, 26 giorni in totale di cui 21 pedalando, per una media, piuttosto sostenuta, di 150 chilometri al giorno. Tutto questo per tornare in tempo per il compleanno della sua compagna, festeggiato al paese natale di lei che, come lui, ama la bicicletta. Insieme, infatti, sono andati l’anno scorso, sempre da Rivolta d’Adda, dove risiedono, a Santa Maria di Leuca, in Puglia. Viaggi, che, come tutti gli altri, Strepparola condivide sui suoi canali social (Instagram e Youtube) e che presto potrete vedere anche su Bike Channel.

La cifra narrativa di Strepparola, che dei viaggi in bicicletta ne sta facendo un lavoro, è la promozione di ciclovie e piste ciclabili, con particolare attenzione ai territori e agli aspetti turistico-culturali ad essi legati. Ma anche ai servizi, come dimostra la scelta di passare, al ritorno da Amsterdam, a Chiusa di San Michele e Rivalta di Torino per fare visita ai due bicigrill (bar più officina) di Jacopo Spatola, in Piemonte, che nella vita di ogni giorno offre consulenza agli enti nella progettazione di ciclabili ed era era supporter della sua iniziativa.

Tra le cose che hanno colpito di più Strepparola durante il suo viaggio la sensibilità della Svizzera per la mobilità sostenibile, e quella di Friburgo che, dal punto di vista della smart mobility, spiega, “è una città incredibile”; infine, la differenza di cultura della bicicletta sui due versanti, francese e italiano, del Moncenisio, documentata dalla presenza, oltralpe, di corsie riservate alla bicicletta.

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