Dopo due anni di assenza e con una possibilità di preparazione limitata, ai mondiali pista di paraciclismo a Parigi gli azzurri hanno affrontato un palcoscenico di altissimo livello riuscendo a difendersi e raccogliendo anche qualche soddisfazione. Non sono arrivate medaglie, ma numerose top ten, più i quarti e quinti posti di Claudia Cretti e Michele Pittacolo, come anche i ‘personal bests’ di tanti atleti, in netto miglioramento, non sono certo poca cosa in ottica Paralimpiadi di Parigi 2024 e soprattutto Los Angeles 2028, data per la quale gli azzurri vogliono arrivare con una rosa completa e competitiva ai massimi livelli anche su pista.

A Saint-Quentin-en-Yvelines la Nazionale guidata dal responsabile del settore pista paralimpica Silvano Perusini (assieme ai collaboratori Pierpaolo Addesi e Francesco Parmegiani) ha maturato una magnifica esperienza, fa sapere la Federciclismo, mettendo in campo prima di tutto professionalità, umiltà ed entusiasmo.

“Quello a cui stiamo assistendo è un progetto di cui voi, tutti insieme, siete i principali artefici. Ma non sarete mai soli”, le parole del presidente Cordiano Dagnoni agli azzurri durante la trasferta francese. E ancora: “Da parte della Fci c’è il massimo impegno per mettere a disposizione tutti gli strumenti necessari affinché voi possiate allenarvi e crescere, attingendo anche a quella che è l’attività della Nazionale di Marco Villa. Il nostro appoggio non mancherà mai e non posso fare altro che ringraziarvi per l’impegno che state dimostrando di metterci. C’è stato poco tempo per allenarsi ma, nonostante ciò, i primi risultati iniziano a vedersi ed è un segnale lusinghiero che ci dà modo di crederci e di andare avanti”.

A Parigi erano nove gli azzurri partecipanti, con una sola defezione per motivi di salute: in pratica il triplo rispetto ai tre della trasferta di Rio de Janeiro nel 2018, tre in più dei sei di Milton nel 2020. Segnale che racconta prima di tutto l’impegno con il quale il gruppo sta rispondendo all’investimento che Federciclismo e Cip hanno scelto di mettere in campo in vista dei prossimi impegni olimpici. E ancora: 25 top ten complessive, le belle performance di Claudia Cretti (C5), quinta nello Scratch e nell’Omnium, quarta nei 200 metri, una potenza che va solo limata per poter essere espressa al meglio; la costanza di Eleonora Mele (C5), che mette sempre il 110% in ogni competizione e non si accontenta mai, pur migliorando di volta in volta.

Nella crescita a cui abbiamo assistito a Parigi un prezioso contributo è stato dato dalle guide del tandem con la giovanissima e promettente Giorgia Bonetti e l’esperto Paolo Simion, che ha messo a disposizione di tutto il gruppo le sue conoscenze tecniche immagazzinate grazie alla sua precedente esperienza nella Nazionale di Villa; dalla freschezza di new entry come Ilaria Brugnoli e Maurizio Romeo (WB e MB), che hanno dimostrato di avere grandi margini di miglioramento e un entusiasmo contagioso, finendo ben 4 volte tra i migliori 10; dall’esperienza di Andrea Tarlao, Giancarlo Masini e Michele Pittacolo, che della maglia azzurra conoscono bene onori ed oneri e continuano a sostenere il gruppo.

Indispensabile è stato anche l’apporto di uno staff (meccanico, sanitario e tecnico) che non si è mai tirato indietro, contribuendo in ogni momento di gara ad una trasferta che non può che lasciare sensazioni positive. Rinnovare e allargare la rosa con l’introduzione di nuove leve è il passo successivo, con l’obiettivo di rendere l’Italia veramente competitiva ed in tutte le categorie.

Foto: Courtesy Federciclismo

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