Davide Ferrario è un musicista e producer con un debole per la bicicletta. Qui ci racconta esperienze e persone accomunate dalla medesima passione. Per scoprire chi è potete visitare la sua pagina Instagram @davideferrario.wav oppure rivedere la sua intervista per le Storie di BIKE.

Mentre chiacchieravo con i miei amici medici dei benefici del bike to work e di quanto sia diversa la realtà metropolitana da quella di provincia, mi è venuto in mente che a Monselice, il paese dove sono nato, un bellissimo borgo a sud di Padova nel quale vorrò tornare a vivere, c’è un’associazione che da più di vent’anni organizza un festival di cortometraggi che ha preso piede in tutto l’intorno dei Colli Euganei, scenario meraviglioso per gravel ed Mtb.

Marco Trevisan, presidente di Euganea Film Festival, ha avuto anche l’idea di acquistare un parco bici elettriche da mettere a disposizione per poter esplorare l’anello di settanta chilometri che gira attorno ai colli. Sono andato a trovarli nella loro sede, una splendida villa appartenuta nel 1500 alla famiglia Pisani, con tanto di affreschi e giardino esterno, dove si svolge parte del festival che, però, rimane itinerante.

Come è nata l’idea di noleggiare bici?
Abbiamo semplicemente risposto a un bisogno. Da queste parti, infatti, purtroppo non ci sono molte realtà di noleggio ed è un peccato, visto che da qui passano un bel po’ di turisti. La scelta delle bici elettriche poi è un modo di andare incontro alle esigenze di tutti. Chiunque così si può permettere di esplorare i dintorni senza eccessivo sforzo fisico.

Nelle città si parla di ridurre il traffico. Qui di traffico ce n’è già molto poco.
È chiaro che la bici si lega soprattutto a un’idea di mobilità sostenibile. Ma la prima cosa che noi vogliamo valorizzare è l’idea di turismo lento, la possibilità di visitare luoghi caratteristici con tempi rilassati. Si parla di un diverso tipo di fruizione dei beni culturali, dei paesaggi e dei territori dei Colli Euganei.

In che modo tutto questo si lega al cinema?
L’attività dell’associazione, che ovviamente si occupa di cinema, è sempre stata sviluppata su due iniziative parallele. Ovviamente promuoviamo il cinema indipendente, ma anche la promozione del territorio, legandola al cinema e incentivandone la visita attraverso mezzi sostenibili. L’Università di Padova, per esempio, da anni lavora all’idea del cineturismo, che è una realtà. Esiste un pubblico di visitatori della Nuova Zelanda o della Scozia che vuole vedere dove hanno girato Il Signore Degli Anelli o Harry Potter, solo per fare un esempio. Noi abbiamo pensato di applicare questo modello alle nostre zone. Abbiamo mappato tutte le location di film dei dintorni e abbiamo creato quattro percorsi da poter fare in bici con quattro difficoltà diverse e li abbiamo resi disponibili e scaricabili dal nostro sito.
Per il futuro stiamo pensando di appendere dei QR Code nelle varie location che rimandino alla scheda del film in questione.

Anche nelle vostre serate promuovete l’utilizzo della bici.
Sì. Addirittura abbiamo invitato gli ospiti del festival, come registi o addetti ai lavori, a venire alla serata pedalando. C’è stata un’ottima risposta, anche perché la stessa bici fornita da noi poteva essere usata da loro per visitare i dintorni. Regalavamo un gadget a chi del pubblico fosse venuto in sella. Rendiamoci conto: abbiamo incentivato addirittura con dei regali (ride).

Cosa c’è nel futuro della vostra rassegna?
Un festival dove si possa venire solamente pedalando. Nemmeno a piedi, per dire! Ci piacerebbe che fosse una specie di “drive-in” della bici.

(Foto: Courtesy Euganea Film Festival)

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