Si avvicinano le Olimpiadi di Parigi 2024 ed è stata annunciata anche la squadra olimpica dei rifugiati del Cio, che rappresenterà oltre 100 milioni di sfollati. Tra i trentasei atleti provenienti da 11 Paesi, ospitati da 15 comitati olimpici nazionali e che gareggiano in 12 sport, ci sono anche due ciclisti. Ecco chi sono.

Amir Ansari
Amir Ansari, atleta del team olimpico di rifugiati del Cio

Amir Ansari è nato in Iran ma è cresciuto in Afghanistan, che ha dovuto lasciare nel 2015. Rifugiatosi in Svezia, ha trovato una famiglia e ha iniziato ad allenarsi con lo Stockholm cycling club per poi partecipare a prove a cronomotro e corse su strada, nazionali e internazionali. Dice che, grazie al ciclismo, ha trovato un equilibrio che lo ha aiutato a mantenere motivazione anche per altri aspetti della sua vita. A ispirare la sua avventura sportiva il viaggio di Masomah Ali Zada alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Eyeru Gebru
Eyeru Gebru, atleta del team olimpico di rifugiati del Cio

Eyeru Gebru è una ciclista su strada etiope, che ha già rappresentato il suo Paese nelle più importanti competizioni. Medaglia d’argento ai Campionati Africani nel 2019 e due volte oro nella stessa rassegna nelle prove contro il tempo a squadre nel 2018 e 2019. Dopo la guerra civile che ha sconvolto il suo Paese nel 2021, ha raggiunto la Francia dove risiede.

Una curiosità, per la prima volta dalla creazione della squadra Olimpica dei Rifugiati, sono presenti due atleti rifugiati residenti in Italia. Si tratta di Iman Mahdavi, lotta libera 78kg e Hadi Tiranvalipour, taekwondo categoria -58kg, entrati a far parte del Programma Olimpico per i Rifugiati nel 2022 e 2023.

Dai Giochi Olimpici al sostegno alle persone in fuga
Il sostegno ai rifugiati e alle popolazioni sfollate rimane una priorità fondamentale per il Cio e fa parte della Raccomandazione 11 dell’Agenda Olimpica 2020+5. La Fondazione Rifugio Olimpico (Orf) è stata istituita nel 2017 per dare seguito a questo impegno. La Fondazione funziona al posto di un Comitato Olimpico Nazionale tradizionale, gestendo i borsisti atleti rifugiati e la Squadra Olimpica Rifugiati del Cio per Parigi 2024.
Oltre a sostenere gli atleti d’élite nella loro partecipazione ai Giochi olimpici, l’ORF lavora per garantire l’accesso allo sport sicuro alle persone colpite da sfollamento in tutto il mondo. Attraverso le partnership o i suoi programmi in tutto il mondo, l’Orf mira a costruire un movimento in cui gli sfollati possano godere dei benefici dello sport, ovunque si trovino, e attraverso il quale lo sport possa essere adottato a tutti i livelli come strumento di sostegno per i rifugiati.
Dalla sua nascita nel 2017, il lavoro dell’ORF ha permesso a quasi 400mila giovani di accedere a uno sport sicuro. Più di 1.600 allenatori sono stati formati per offrire sessioni di sport sicuro e i suoi programmi hanno sostenuto i giovani in 11 Paesi nei cinque continenti.

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