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Articolo pubblicato su BIKE Volume 4 edizione Spring aprile-giugno 2021

Capanne è una cittadina in provincia di Pisa, in Toscana, una terra di ciclismo e di industrie vocate alla qualità. Qui Parentini Bike Wear progetta e realizza capi d’abbigliamento per appassionati e campioni delle due ruote. Quando Mads Pedersen (Foto in alto), nel settembre 2019, ha alzato vittoriosamente le mani al cielo sul traguardo del Campionato del mondo di ciclismo su strada disputatosi nello Yorkshire, a salire con lui sul gradino più alto del podio sono stati anche gli indumenti di Parentini, in qualità di sponsor tecnico della nazionale danese. Ma per Gianpaolo Parentini – che dal 1976, insieme a sua moglie Federica Taddei, si è incamminato sulla strada che lo ha portato ad essere tra i produttori più accreditati di vestiario tecnico – non è stata la prima volta, lui che di successi e traguardi ne ha collezionati parecchi. Su tutti quelli firmati da Giuseppe Saronni (Foto in basso) quando, nel 1982, rigorosamente abbigliato made in Tuscany, ha trionfato al Mondiale di Goodwood e l’anno successivo al Giro d’Italia.

Parentini ha da poco festeggiato i 45 anni di attività, ma è “dal primo giorno di attività che ci dedichiamo con passione all’abbigliamento tecnico ciclistico”. Fondamentale per lui, confida a BIKE, è stato “il supporto dei miei genitori e quello di mia moglie Federica, che all’epoca era ancora la mia fidanzata, così come quello di tutti i collaboratori che negli anni sono stati essenziali per l’affermazione delle nostre linee di prodotto. Dalle prime maglie in lana ricamata, innovando progressivamente materiali e realizzazioni, siamo giunti all’abbigliamento tecnico moderno”. Tanti i campioni e le squadre professionistiche che, nel corso degli anni, hanno scelto Parentini. “È imprescindibile per un prodotto dimostrarsi all’altezza di chi lo dovrà indossare”, sentenzia il fondatore. “La costante attenzione alla qualità nonché all’efficacia dei capi che produciamo ci hanno permesso di instaurare, tra le diverse collaborazioni, anche quella, ormai ultraventennale, con la federazione ciclistica danese”. Un rapporto che oggi “oltrepassa la mera fornitura di abbiglia- mento, e che ci ha permesso di crescere insieme, fino a conquistare titoli olimpici e iridati”. Il metallo più prezioso è arrivato ai Giochi di Londra 2012 nell’omnium con Lasse Norman Hansen, seguito, quattro anni più tardi dall’argento di Jakob Fuglsang a Rio, nella prova su strada, e dal bronzo nell’inseguimento a squadre.

La sostenibilità per Parentini è un faro. “Quello nei confronti dell’ambiente”, puntualizza, “è un impegno crescente, che ci ha portato nel 2020 a innovare ancora una volta la produzione con filati provenienti da plastiche riciclate. Nel mondo del ciclismo siamo stati tra i primi a convincerci dell’importanza di percorrere tale strada”. Anche i capi della linea ‘green’, garantisce Parentini, “rispecchiano, sul piano qualitativo, lo stesso livello di eccellenza, ma con una rinnovata eticità ambientale”. Un’azienda ormai consolidata, quella di Gianpaolo, che, grazie al suo impegno e alla sua capacità di dimostrarsi al passo con i tempi, è riuscita ad esportare la qualità e il marchio dei suoi prodotti sui podi di tutto il mondo.

Saronni Goodwood maglia
La maglia di Parentini per il Campione del Mondo Giuseppe Saronni

Foto: Courtesy Parentini