Tandem e Vigorelli. Due parole, che rimandano agli anni epici del ciclismo su pista italiano, ultimamente cadute nel dimenticatoio. Il tandem è una disciplina poco praticata e il mitico velodromo milanese viene utilizzato per il football americano sul prato al centro, più che per l’anello ellittico un tempo territorio dei migliori pistard del mondo. Proverà a riportare d’attualità quel binomio una coppia di amanti della specialità, già abituati a costruire grandi imprese: Daniele Riccardo e Graziano Gallusi.

Daniele è la guida, Graziano il suo compagno ipovedente. Graziano lavora in un’azienda della logistica a Tradate, in provincia di Varese, e pedala quando scende dal muletto dopo otte ore di turno. Graziano è centralinista al Comune di Luzzara, il paese in provincia di Reggio Emilia dove vive. Appena possono, si incontrano a Peschiera del Garda per allenarsi sulla Gardesana.

Adesso l’obiettivo è prestigioso e romantico: il primato dell’ora del tandem. Non il record dell’ora, che richiederebbe procedure diverse e più complesse per ottenere la certificazione dell’Uci. Ma il senso non cambia: Daniele e Graziano vogliono essere i due ciclisti a percorrere più chilometri su un tandem in un’ora.

Avrebbero dovuto andare ad Aguascalientes (Messico) o Grenchen (Svizzera) per fare il tempo ufficiale. “Ma avremmo dovuto assentarci per un mese e mezzo dal lavoro. Come si fa? Inoltre sarebbero serviti almeno 40mila euro. Non ce lo possiamo permettere”, spiega Daniele. Ma c’è anche un altro motivo: “Vogliamo realizzare il primato al Vigorelli per far tornare d’attualità questa pista leggendaria della quale si parla troppo poco”.

Anche la data scelta rimanda alla volontà di collegarsi alle pagine più storiche del nostro ciclismo: 12 ottobre 2024. Sarà il giorno del prossimo Giro di Lombardia. Partenza alle ore 13, prima dell’inizio della bagarre finale che porta i campioni della strada al traguardo di Como con la filastrocca delle salite conosciute a memoria: Ghisallo-Sormano-Civiglio-San Fermo.

Daniele e Graziano stanno cercando di predisporre l’attrezzatura necessaria. Serve il tandem da pista con le ruote adatte: “Il telaio deve essere in alluminio, più che in carbonio – spiega Daniele – ad alta velocità la rigidità dell’alluminio su pista va meglio. Poi abbiamo bisogno di scarpe e caschi da cronometro. Servono circa 5-6mila euro. Per ora siamo fermi a qualche centinaio”.

L’abitudine alle grandi imprese non manca. Daniele e Graziano sono stati i primi italiani a finire un Everesting in tandem (la scalata corrispondente a un dislivello di 8.848 metri, l’altezza della montagna più alta del mondo). Hanno completato la Duomo-Stelvio, giunta alla sua 3a edizione, e le randonnée che precedono Amstel Gold Race, Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix dei professionisti. Adesso hanno in programma la Liegi-Bastogne-Liegi e le Strade Bianche.

Il ricordo più sentito ovviamente è legato alla Parigi-Roubaix: “Nella foresta di Arenberg, quando non capisci più niente a causa delle forti vibrazioni del pavé, era Graziano a guidarmi. Impressionante: aveva tutto stampato nella sua mente. Mi rassicurava. Conosceva ogni svolta. Non ha mai sbagliato una curva”. Tra dieci mesi appuntamento al Vigorelli per un’altra conquista.

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