Green Road dell’Acqua, Ciclovia dei Parchi della Calabria, Ciclovia del Sole. Sono tre percorsi cicloturistici italiani inseriti nell’elenco delle ciclovie europee di valore così come riportato in Italia in Bici: scenari, protagonisti, indotto, il primo report realizzato da Repower e Università Iulm. Una ricerca sul cicloturismo e sui suoi trend, un’analisi dettagliata del settore che contiene una fotografia del settore, un identikit dei cicloturisti o cicloviaggiatori e una valutazione dell’offerta dei territori italiani e anche dei percorsi dedicati alle due ruote.

La presentazione della ricerca è stata l’occasione per fare ancora una volta il punto della situazione di uno dei settori che è maggiormente cresciuto nell’ultimo lustro e che ha ricevuto un ulteriore spinta dalla pandemia. Dal rapporto di Banca Ifis del 2021, prima dell’era Covid19 il tessuto produttivo italiano della filiera delle due ruote era composto da circa 2.900 imprese e generava circa 9 miliardi di euro ogni anno. Il cicloturismo invece pesa circa 4,6 miliardi di euro, un decimo del giro d’affari a livello europeo (50 miliardi). Numeri in crescita costante, destinati ad aumentare ancora per effetto del boom delle e-bike, che secondo la European Cyclist Federation passeranno dai 3,7 milioni di unità vendute in Europa nel 2019 a quota 17 milioni nel 2030.

Ampio spazio, dentro il report, è dato ai percorsi, ciò di cui si ‘nutrono’ cicloturisti e cicloviaggiatori. Gli studiosi hanno stilato un elenco delle ciclovie di valore, una specie di top ten dei tracciati cicloturistici europei capaci non solo di attrarre turisti su due ruote ma allo stesso tempo di creare un giro virtuoso d’affari e di essere prese a modello per i futuri progetti di mobilità dolce a scopo turistico. E dentro questa lista compaiono tre ciclovie italiane: la Green Road dell’Acqua, il percorso che si è aggiudicato l’Oscar del Cicloturismo 2021; la Ciclovia dei Parchi della Calabria, che taglia la Regione da Nord a Sud attraversando quattro aree naturali protette; e la Ciclovia del Sole, che si snoda sull’ex ferrovia Bologna-Verona e fa parte dell’Eurovelo 7.

A fianco di queste ciclovie, ben note nel pubblico di quelli che viaggiano in bicicletta, spuntano anche l’Alpe Adria, altro tracciato, noto in tutto il Vecchio Continente, che nel suo tratto italiano ha uno dei passaggi più spettacolari che un cicloturista possa conoscere, e il Gaba, il Grande anello dei borghi ascolani: decisamente un percorso meno noto al grande pubblico, premiato nel report per la capacità della Regione di aver messo in rete alcune tra le più significative realtà storico-artistiche del territorio, in un’ottica di turismo lento e sostenibile.

Ma come si fa a stabilire se una ciclovia abbia o meno valore? La ricerca spiega anche questo e rappresenta una sorta di codificazione scientifica che può essere utilizzata sia per classificare quelle esistenti, sia per giudicare quei progetti cicloturistici che ambiscono a creare un valore aggiunto al comparto nostrano. Ecco allora il decalogo stilato nel report Italia in bici: una ciclovia di valore garantisce la sicurezza di chi pedala; è adatta a diversi tipi di cicloturisti e ciclisti; offre strutture, infrastrutture e servizi utili; rispetta l’ambiente e propone percorsi piacevoli e variegati. E ancora, offre esperienze diversificate e interessanti, mette a sistema le risorse locali, favorisce lo sviluppo turistico della destinazione, è comunicata e promossa in modo adeguato e rispetta l’identità del territorio. Tutto il report si trova all’indirizzo Italiainbici.repower.com.