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Philipsen
Enrico Boiani

Non solo Pogacar, i record del 2024

Ormai lo sappiamo, ci abbiamo fatto l’abitudine. Il 2024 è stato l’anno di Tadej Pogacar. Non solo per quanto ha vinto, ma per come ha vinto e per le emozioni che ha saputo regalare. La doppietta Giro d’Italia-Tour de France, che non avveniva dal 1998 con Marco Pantani (anno di nascita dello sloveno, tra l’altro), è stata condita da tanti altri successi strepitosi, su tutti il Mondiale. I record del fenomeno della Uae Emirates sono tanti, troppi da poterli sottolineare senza darne il giusto peso. Ci limitiamo, oltre a quelli già citati, ad evidenziare le 25 vittorie stagionali, 12 delle quali tra Giro e Tour: in questo senso, lo sloveno ha fatto anche meglio del “Cannibale” Eddy Merckx, fermo “solamente” a 11.

Non solo Pogacar però, perché a proposito dei record di Merckx superati, è impossibile non mettere in luce il capolavoro di Mark Cavendish al Tour de France. La storia recente di Cannonball è famosa ai più, ma nelle ultime due apparizioni ha dell’incredibile. Il britannico, costretto al ritiro nella Grande Boucle 2023 a causa di una caduta, ottiene un rinnovo contrattuale dall’Astana per un’ultima stagione, proprio per cercare di superare il record del Cannibale di 34 successi. Dopo una prima tappa ai limiti sia cronometrici che fisici, Cavendish centra la 35a vittoria della sua carriera nel Tour alla quinta tappa, battendo in volata i due mostri sacri della corsa transalpina del 2024: Girmay e Philipsen. Mark alza le braccia al cielo sul traguardo di Saint-Vulbas, con la catena della sua Wilier che salta pochi centimetri dopo la linea bianca. Un segno del destino, con gli dèi del ciclismo ad aiutare Cannonball nello scalare la vetta di questo record.

Per quanto riguarda le squadre, Uae Emirates è il team dominatore dell’anno che sta per tramontare: 81 vittorie stagionali, nel segno di Pogacar ma non solo. Ayuso, Almeida, Yates: tutti protagonisti non da copertina, che però hanno contribuito all’anno d’oro degli emiratini. Tuttavia, non si tratta di record assoluto, appartenente ancora alla Columbia-HTC del 2009. Il record a squadre più importante del 2024 appartiene quindi forse alla Alpecin-Deceuninck: tre classiche Monumento dominate su cinque (cosa mai accaduta prima), con due mattatori assoluti. Jasper Philipsen e Mathieu van der Poel hanno illuminato la primavera di questa stagione: il belga anticipa Matthews e Pogacar alla Milano-Sanremo, l’olandese domina il Giro delle Fiandre e regola proprio il suo compagno di squadra alla Parigi-Roubaix. Insomma, dei veri e propri cecchini, con la chance di ripetersi anche nel 2025, Pogacar permettendo naturalmente.

È da record, seppur magari non numericamente parlando, anche il rientro alle corse e il ritorno alla vittoria di Jonas Vingegaard. Il danese della Visma-Lease a Bike, vittima di una tremenda caduta nel Giro dei Paesi Baschi ad aprile, è riuscito non soltanto a partecipare al Tour de France, ma anche e soprattutto a trionfare nell’undicesima tappa a Le Lioran battendo in volata Pogacar. Dopo tre mesi, una clavicola fratturata, svariate costole rotte e una contusione polmonare e pneumotorace, Jonas è tornato sul tetto del mondo, almeno per una giornata, imponendosi anche contro il suo rivale di sempre.

Dulcis in fundo, un record più nascosto: il cicloamatore Jack Burke, il 16 novembre 2024, ha pubblicato attraverso il suo profilo Instagram i dati del suo Strava Kom (King Of the Mountain) relativi alla scalata del Mortirolo. Il canadese è arrivato in cima alla salita dopo 43’45’’, sgretolando il precedente record appartenente a Vincenzo Nibali, registrato durante il Giro d’Italia 2019 in 44’52’’. Questo ragazzo di 29 anni, possessore di altri record Kom in giro per il mondo, spera presto di ottenere delle chance nel World Tour proprio grazie ai suoi dati Strava.

(Photo credits: Shutterstock)